Morte di Domenico Caliendo, nuova svolta nelle indagini sul trapianto al Monaldi

La morte di Domenico Caliendo, bimbo di due anni, accelera l’inchiesta dopo nuove iscrizioni nel registro degli indagati. La Procura vuole chiarire tempi e procedure del trapianto eseguito al Monaldi.

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Morte di Domenico Caliendo, nuova svolta nelle indagini sul trapianto al Monaldi

L’indagine sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto a due anni e quattro mesi all’ospedale Monaldi di Napoli, entra in una fase più serrata. La Procura ha chiesto un incidente probatorio e ha aggiunto una settima persona nel registro degli indagati, una dirigente medica della struttura.

Il fascicolo resta aperto per omicidio colposo in concorso, ma la famiglia del bambino, attraverso il proprio legale, spinge per una contestazione più grave. L’ipotesi avanzata è quella di omicidio volontario con dolo eventuale.

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Al centro degli accertamenti ci sono le procedure seguite tra Bolzano e Napoli. I consulenti dovranno verificare ogni passaggio: dal prelievo dell’organo al trasporto, fino all’intervento di trapianto. Sotto esame anche le condizioni del cuore trapiantato, le scelte cliniche adottate e la precisione dell’operazione chirurgica.

Un punto chiave riguarda i tempi: gli investigatori vogliono ricostruire con esattezza quando l’équipe è arrivata in sala operatoria e come si sono svolte le varie fasi dell’intervento.

Dalla Provincia autonoma di Bolzano arriva una difesa netta del personale sanitario coinvolto. L’assessore alla sanità, con un passato da primario in neonatologia, ha ribadito che i protocolli sarebbero stati rispettati. Ha ricordato i compiti previsti: informare i genitori, coordinarsi con i centri trapianti, mantenere gli organi e garantirne il trasporto.

Secondo l’assessore, il team avrebbe operato con professionalità, forte di un’esperienza trentennale senza criticità simili. Ha invitato ad attendere gli esiti delle indagini, respingendo le polemiche circolate negli ultimi giorni.

Di segno opposto la posizione della famiglia. L’avvocato Francesco Petruzzi segnala lacune nella cartella clinica trasmessa dal Monaldi. In particolare, mancherebbe il diario di perfusione, documento che registra la circolazione extracorporea e indica il momento in cui il cuore del bambino è stato rimosso.

Non solo. Nei documenti, pur seguendo una sequenza cronologica, non sarebbero riportati gli orari precisi delle operazioni. Un elemento ritenuto decisivo per ricostruire con accuratezza quanto accaduto durante il trapianto.

Il legale ha annunciato che chiederà alla Procura di acquisire la documentazione mancante. Intanto è stato nominato un anatomopatologo di parte in vista dell’autopsia, che dovrà chiarire le cause della morte. La data dell’esame non è stata ancora fissata.