Andreas Muller e il fratello Daniel, dal rifiuto al legame che gli ha cambiato la vita
Andreas Muller racconta il rapporto con il fratello Daniel segnato dalla meningite e dal bullismo, spiegando come quel legame, inizialmente difficile, abbia cambiato la sua vita e le sue scelte personali e professionali.
Andreas Muller non resta in silenzio davanti agli attacchi online. Sui social pubblica video diretti, spesso duri, per contrastare i commenti offensivi rivolti alle sue figlie e a suo fratello Daniel, che da bambino ha affrontato una forma rara di meningite lasciandogli una disabilità.
Ospite in tv, il ballerino ha raccontato senza filtri il passato. Da adolescente, ha ammesso, non riusciva ad accettare quella situazione: «Lo ignoravo». In quegli anni cercava di sentirsi parte del gruppo, inseguendo modelli e comportamenti comuni. «Mio fratello non era come gli altri, e per me questo era un problema», ha spiegato.
Leggi anche: Andreas Muller, la danza nata in famiglia e il legame con il fratello Daniel Andreas Muller racconta sui social come è nata la sua carriera nella danza e il ruolo decisivo del fratello Daniel, segnato da una grave malattia infantile, rispondendo alle critiche e alle voci sul suo passato.
Daniel, più grande di lui, è stato anche vittima di bullismo. Una realtà che Muller ricorda come un momento difficile, che ha segnato tutta la famiglia. Solo con il tempo quel distacco si è trasformato in un legame forte e consapevole.
Oggi il rapporto è completamente diverso. Andreas parla del fratello come di un punto fermo: «Gli devo tutto». È stato proprio Daniel a spingerlo a iscriversi ad Amici, scelta che ha cambiato il suo percorso e gli ha aperto nuove strade.
Nella sua vita privata, Muller si descrive cambiato. Accanto a Veronica Peparini e alle figlie Ginevra e Penelope ha trovato un nuovo equilibrio. «Con loro ho imparato a gestire anche i lati più difficili del mio carattere», ha raccontato.
Il tempo, oggi, ha un valore diverso. Quando è con le bambine, spegne tutto. Si definisce un padre molto presente, anche se ammette di esserlo in modo intenso: «Sono possessivo, ho perso la testa».
Nonostante la famiglia sia al centro, resta il richiamo della danza. Muller non esclude un ritorno: se arriverà un progetto capace di entusiasmarlo davvero, è pronto a rimettersi in gioco.