Andrea nella linea di successione ma cresce la pressione per l'esclusione

Andrea resta ottavo nella successione al trono ma lo scandalo Epstein pesa ancora e alimenta il rifiuto dell’opinione pubblica, con una larga maggioranza dei britannici che chiede di escluderlo.

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Andrea nella linea di successione ma cresce la pressione per l'esclusione

L’ex duca di York, Andrea, mantiene ancora l’ottava posizione nella linea di successione al trono britannico. Una collocazione formale che però non riflette il clima nel Paese, dove il suo nome continua a essere associato alle polemiche degli ultimi anni.

Un sondaggio YouGov fotografa una distanza netta tra istituzioni e cittadini: l’82% degli intervistati vorrebbe cancellarlo dalla successione, mentre solo una minoranza, pari al 6%, si oppone. Numeri che pesano e che riaprono una questione rimasta finora irrisolta.

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A riaccendere il dibattito è stato anche un recente episodio giudiziario, con un arresto seguito dal rilascio, che ha riportato Andrea al centro delle critiche. Già escluso dai compiti ufficiali e privato dei titoli militari, il principe continua comunque a rappresentare un nodo delicato per la famiglia reale.

Eliminare il suo nome dalla lista dei successori non è però una scelta immediata. Non basta una decisione interna alla monarchia: serve una legge approvata dal Parlamento, con un passaggio formale a Westminster. Un percorso che Buckingham Palace preferirebbe evitare per non trasformare il caso in uno scontro politico aperto.

Intanto qualcosa si muove sul fronte parlamentare. Gli indipendentisti scozzesi dell’Snp si sono detti favorevoli a una norma che lo escluda ufficialmente, mentre altri gruppi osservano l’evoluzione della vicenda, consapevoli del peso dell’opinione pubblica.

Nel frattempo, Andrea vive una sorta di isolamento: fuori dalla vita pubblica e lontano dagli impegni ufficiali, viene ormai descritto da alcuni media come un “principe senza corona”. Sul suo nome continuano a gravare le conseguenze dello scandalo Epstein, che ha segnato in modo profondo la sua immagine.

Resta aperto il nodo politico. Il Parlamento dovrà decidere se intervenire oppure lasciare la situazione invariata, evitando un confronto diretto su un tema che coinvolge non solo la figura del principe, ma anche l’equilibrio stesso della monarchia britannica.