Andrew Mountbatten-Windsor arrestato per documenti riservati inviati a Jeffrey Epstein

Andrew Mountbatten-Windsor è stato arrestato per aver inoltrato documenti riservati a Jeffrey Epstein. L’intervento è scattato a Sandringham il giorno del suo 66esimo compleanno, mentre emergono e-mail su viaggi ufficiali e investimenti sensibili.

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Andrew Mountbatten-Windsor arrestato per documenti riservati inviati a Jeffrey Epstein

L’ex duca di York, Andrew Mountbatten-Windsor, è finito in stato di arresto nell’ambito di un’indagine che coinvolge la diffusione di informazioni sensibili. Al centro ci sono alcune comunicazioni emerse negli Stati Uniti che lo collegherebbero a Jeffrey Epstein attraverso lo scambio di materiale legato a incarichi ufficiali.

I documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia americano indicano che Andrew avrebbe inoltrato a Epstein resoconti riguardanti missioni istituzionali in Asia, tra cui Hong Kong, Vietnam e Singapore. In un caso, una mail ricevuta dal suo consigliere Amir Patel sarebbe stata girata quasi immediatamente. Un altro messaggio, inviato alla vigilia di Natale del 2010, conteneva invece un report su opportunità economiche nella provincia afghana di Helmand.

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Gli investigatori si sono concentrati proprio su questi scambi, ritenuti potenzialmente rilevanti per la natura delle informazioni condivise. Il contenuto delle comunicazioni avrebbe contribuito a far avanzare l’indagine fino al provvedimento restrittivo.

L’arresto è avvenuto nella tenuta reale di Sandringham, dove Andrew si era trasferito da poco dopo aver lasciato la Royal Lodge. Nelle ore precedenti erano state notate diverse auto di agenti in borghese all’interno della proprietà. Il fermo è stato eseguito proprio nel giorno del suo compleanno.

La posizione dell’ex principe era già stata ridimensionata nei mesi precedenti. Dopo nuove rivelazioni legate al caso Epstein, re Carlo III aveva avviato la procedura per allontanarlo dalla residenza di Windsor e gli aveva tolto il titolo di principe. Il 30 ottobre 2025 è arrivata anche la revoca ufficiale del trattamento di Altezza Reale, mentre pochi giorni prima Andrew aveva rinunciato al titolo di duca di York.

Da Buckingham Palace era già arrivata la disponibilità a collaborare con le autorità. Dopo l’arresto, la linea è rimasta la stessa, con l’indicazione di lasciare spazio all’azione della magistratura. Anche Kensington Palace ha espresso preoccupazione per gli sviluppi emersi dai documenti, senza menzionare direttamente Andrew.

Sul piano politico, il primo ministro Keir Starmer ha ribadito che la legge deve valere per tutti allo stesso modo. Una presa di posizione arrivata mentre la polizia interveniva nella residenza reale, a conferma del peso istituzionale della vicenda.

Un episodio di questo tipo non ha precedenti recenti nella storia britannica. Per trovare un arresto che coinvolga un membro di primo piano della monarchia bisogna risalire al Seicento, quando re Carlo I fu catturato durante la guerra civile e poi condannato per alto tradimento.