U2, Days of Ash l'Ep nato da guerre, proteste e storie reali

Gli U2 pubblicano “Days of Ash” ispirato a crisi globali e proteste, spinti dall’urgenza di raccontare storie reali. L’Ep include cinque brani e una poesia, con collaborazioni internazionali e riferimenti a eventi recenti.

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U2, Days of Ash l'Ep nato da guerre, proteste e storie reali

Gli U2 tornano con un progetto inatteso: un Ep di sei tracce che anticipa il nuovo album previsto entro la fine del 2026. Il lavoro, intitolato “Days of Ash”, raccoglie cinque canzoni e una poesia, tutte legate a vicende recenti e a figure coinvolte in prima linea tra conflitti e proteste.

I brani – “American Obituary”, “The Tears Of Things”, “Song Of The Future”, “Wildpeace”, “One Life At A Time” e “Yours Eternally” – nascono da episodi concreti. In più di una canzone compaiono storie di vittime: una madre, un padre, una ragazza. Persone comuni travolte da eventi violenti, raccontate senza filtri.

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Tra i pezzi più duri c’è American Obituary, che riprende quanto accaduto a Minneapolis nel gennaio 2026, quando Renée Nicole Macklin Good è stata uccisa durante una protesta pacifica. La vicenda, segnata anche da polemiche sulla gestione del caso, diventa il punto di partenza per una riflessione sulla libertà di manifestare.

The Tears Of Things” prende spunto dagli scritti del frate Richard Rohr e costruisce un dialogo immaginario tra il David di Michelangelo e il suo autore. “Song of the Future” invece si concentra su Sarina Esmailzadeh, sedicenne iraniana morta dopo le proteste del movimento “Woman, Life, Freedom” nel 2022.

Nel disco trova spazio anche Wildpeace, una poesia di Yehuda Amichai interpretata dall’artista nigeriana Adeola con accompagnamento musicale della band. “One Life At A Time” è dedicata ad Awdah Hathaleen, attivista palestinese ucciso in Cisgiordania nel 2025, figura legata anche al documentario premiato “No Other Land”.

Yours Eternally” unisce Bono e The Edge con Ed Sheeran e il musicista ucraino Taras Topolia, oggi soldato. Il brano nasce dalla loro amicizia, iniziata a Kiev nel 2022, e assume la forma di una lettera dal fronte. Alla canzone è affiancato anche un breve documentario girato sul campo dal regista Ilya Mikhaylus.

Bono racconta che le canzoni sono nate rapidamente e non potevano essere rimandate, mentre Larry Mullen Jr sottolinea come la band continui a prendere posizione su temi politici e sociali, anche a costo di esporsi. Adam Clayton e The Edge ribadiscono una visione chiara, legata alla difesa dei diritti e dell’identità dei popoli.

All’uscita dell’Ep si affianca il ritorno di Propaganda, storica rivista del gruppo nata negli anni Ottanta. Per l’occasione arriva un’edizione speciale di 52 pagine con interviste, testi dei brani e materiali inediti legati a “Days of Ash”.