Jutta Leerdam oro nei 1000 metri e il gesto della zip accende il caso marketing

Jutta Leerdam conquista l’oro nei 1000 metri a Milano-Cortina e, subito dopo il traguardo, abbassa la zip mostrando il reggiseno Nike, trasformando l’esultanza in un caso mediatico con enorme ritorno pubblicitario.

Jutta Leerdam
Jutta Leerdam oro nei 1000 metri e il gesto della zip accende il caso marketing

La gara perfetta, il cronometro che si ferma a 1:12.31 e un oro olimpico che vale anche il record dei Giochi. Jutta Leerdam domina i 1000 metri e si prende la scena a Milano-Cortina. Subito dopo il traguardo arriva l’abbraccio con la pista, poi un gesto rapido che finisce ovunque: la zip della tuta si abbassa e lascia intravedere un reggiseno sportivo bianco con logo ben visibile.

Quell’immagine dura pochi istanti ma basta per fare il giro del mondo. Non è solo sport, è esposizione pura. Secondo alcune stime legate al marketing sportivo, uno scatto del genere può arrivare a valere fino a un milione di dollari in visibilità. Un cortocircuito perfetto tra divisa ufficiale e brand diverso in primo piano.

Leggi anche: Olimpiadi Milano Cortina 2026, Jutta Leerdam trionfa nei 1000 metri con record Jutta Leerdam domina i 1000 metri dello speed skating ai Giochi di Milano Cortina 2026, conquista l’oro con record olimpico e commuove il pubblico.

Il capo mostrato appartiene alla linea NikeSKIMS, pensata per unire prestazione e design essenziale. Il messaggio del brand arriva subito dopo, diretto e senza filtri: quando la velocità è così alta, non si chiedono permessi. Una frase che riassume bene il legame sempre più stretto tra risultati sportivi e comunicazione.

Con oltre sei milioni di follower, Leerdam non è soltanto una pattinatrice. È un volto globale capace di trasformare ogni momento in contenuto. Le lacrime a fine gara, il trucco che si scioglie, perfino l’eyeliner rilanciato sui social diventano parte di una narrazione costruita in tempo reale.

Attorno a lei si muove un’immagine precisa: l’arrivo ai Giochi in jet privato, gli scatti glamour, la relazione con Jake Paul e l’anello di grande valore. Elementi che alimentano un racconto che divide. C’è chi apprezza e chi storce il naso, parlando di eccessi e poca sobrietà.

Le critiche non mancano, soprattutto nei Paesi Bassi. Alcune voci del mondo sportivo la accusano di puntare troppo sull’immagine. Lei replica in modo semplice: creare contenuti le serve per difendere la propria salute mentale, per non essere definita solo dal pattinaggio.

Alla fine resta il risultato. Oro olimpico e record. Il resto si muove tra esposizione e strategia. Nel panorama attuale, vincere non basta più. Serve anche sapersi muovere fuori dalla pista, dove si gioca un’altra gara fatta di visibilità, contratti e attenzione globale.