Milleproroghe, proroghe su edilizia fisco e lavoro verso l'approvazione

Il decreto Milleproroghe entra nella fase decisiva per i ritardi accumulati in edilizia, fisco e lavoro, mentre la Camera accelera sull’esame degli emendamenti. Tra le novità, proroghe sui permessi e nuove scadenze per contribuenti e imprese.

Milleproroghe
Milleproroghe, proroghe su edilizia fisco e lavoro verso l'approvazione

Il decreto Milleproroghe è arrivato alla stretta finale in Parlamento. Le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera stanno definendo gli ultimi emendamenti prima del passaggio in Aula previsto a breve, con voto di fiducia atteso e successivo invio al Senato per il via libera definitivo.

Tra le modifiche già approvate spicca la proroga di un anno per diversi titoli edilizi. Vengono estesi i termini di validità di permessi a costruire, Scia, autorizzazioni paesaggistiche e ambientali, oltre alle convenzioni di lottizzazione, includendo anche quelli rilasciati fino al 31 dicembre 2025. La misura si inserisce nel solco delle proroghe avviate nel 2022 e porta a quattro anni l’allungamento complessivo.

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Capitolo fisco. Per chi è decaduto dalla rottamazione quater si apre una possibilità limitata: potrà regolarizzare la rata non pagata del 30 novembre entro la fine di febbraio 2026, con slittamento tecnico al 9 marzo. La riapertura riguarda solo chi ha saltato quella specifica scadenza, senza estensioni ad altri casi.

Arriva anche un rinvio al 31 dicembre 2026 per l’adeguamento del capitale sociale delle società che si occupano della gestione e riscossione dei tributi locali. Sempre per gli enti locali, le delibere Tari relative al 2025 resteranno valide se caricate sul portale del federalismo fiscale entro il 6 marzo.

Sul fronte lavoro vengono confermati e rimodulati alcuni incentivi. Le agevolazioni contributive per l’assunzione di donne svantaggiate restano attive fino a fine anno. Per gli under 35 e per i nuovi contratti nel Mezzogiorno, lo sgravio scende al 70%, ma può salire al 100% in caso di incremento occupazionale netto, con estensione delle assunzioni fino al 30 aprile.

Prevista inoltre la possibilità, anche nel 2026, di ricorrere alla mobilità in deroga per i lavoratori coinvolti in crisi industriali complesse, per un massimo di dodici mesi e con l’obbligo di accompagnamento a politiche attive.

Tra gli altri interventi compare il rinvio di un anno dell’obbligo di copertura assicurativa per chi gestisce risorse pubbliche. Inserito anche un finanziamento da 30 milioni di euro annui sotto forma di credito d’imposta destinato al Fondo per il pluralismo.