FBI usa test genealogici sul DNA nel caso Nancy Guthrie
L’FBI indaga sul caso Nancy Guthrie e passa ai test genealogici sul DNA dopo l’assenza di riscontri nel database federale. Il guanto trovato a pochi chilometri dall’abitazione resta uno degli elementi chiave.
Secondo TMZ l’FBI ha deciso di cambiare strategia nelle indagini sulla morte di Nancy Guthrie, puntando ora sui test genealogici. Il DNA recuperato da un guanto rinvenuto a circa due miglia dalla casa della donna non ha prodotto alcuna corrispondenza nel database CODIS, che raccoglie milioni di profili genetici legati a persone condannate.
Di fronte a questo risultato negativo, gli investigatori federali hanno scelto un approccio più ampio. I test genealogici permettono infatti di individuare possibili legami familiari, anche senza una corrispondenza diretta. Parallelamente, gli esperti stanno analizzando anche altre tracce biologiche trovate all’interno dell’abitazione.
Leggi anche: Trump: possibile sospetto nel rapimento di Nancy Guthrie, l'FBI stringe il cerchio Le autorità federali avrebbero individuato un possibile sospetto nel sequestro di Nancy Guthrie.
Se il confronto genetico dovesse indicare una parentela, gli agenti potrebbero restringere il campo cercando soggetti compatibili con il profilo ricostruito. Si parla di un uomo tra un metro e settantacinque e un metro e settantotto, corporatura media, residente nell’area di Tucson.
Le analisi sono state condotte in laboratori diversi. L’ufficio dello sceriffo della contea di Pima ha inviato alcuni campioni in Florida, mentre l’FBI ha utilizzato una struttura in Arizona, come previsto dalle norme sulla privacy che impongono di lavorare nello Stato in cui il reperto è stato raccolto. I risultati ottenuti in Arizona sono stati quelli utilizzati per il controllo nel sistema CODIS.