Meloni punta sull'asse con Trump mentre cresce la distanza tra Usa ed Europa

Giorgia Meloni cerca di mantenere i rapporti tra Stati Uniti ed Europa nonostante le tensioni con Donald Trump, puntando sull’alleanza atlantica mentre crescono dazi e critiche. Roma teme ricadute economiche e isolamento politico.

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Meloni punta sull'asse con Trump mentre cresce la distanza tra Usa ed Europa

Giorgia Meloni prova a tenere aperto il dialogo tra Stati Uniti ed Europa in una fase segnata da contrasti sempre più evidenti. La premier italiana, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, continua a difendere il legame con Washington anche mentre molti governi europei prendono le distanze dalle scelte di Donald Trump.

Negli ultimi mesi, le relazioni transatlantiche si sono incrinate. Dalle minacce commerciali ai dazi, fino alle pressioni sulla guerra in Ucraina, la linea americana ha alimentato diffidenza nel continente. Meloni, però, insiste sulla necessità di non rompere l’alleanza e respinge l’idea di misure punitive contro gli Stati Uniti.

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A gennaio la presidente del Consiglio aveva risposto con tono diretto alle critiche, chiedendo quale alternativa concreta esista a un rapporto con Washington. Ha citato scenari estremi, come l’uscita dalla Nato o la chiusura delle basi americane, per ribadire che una rottura non è praticabile.

Dietro questa posizione c’è anche una valutazione economica. L’Italia, con una crescita limitata, dipende in larga parte dall’export verso il mercato statunitense. Le tensioni commerciali hanno già avuto effetti concreti: Roma è intervenuta per evitare l’introduzione di dazi fino al 107% sulla pasta, un prodotto simbolo del made in Italy.

Non sono mancati momenti di attrito. Le dichiarazioni di Trump sul contributo degli alleati Nato in Afghanistan hanno provocato irritazione a Roma, dove si ricordano i 53 militari italiani caduti nella missione. Meloni ha parlato apertamente di stupore, sottolineando che l’amicizia tra Paesi passa anche dal rispetto reciproco.

Il rapporto tra i due leader resta comunque privilegiato. La Casa Bianca considera Meloni una figura vicina sul piano politico e culturale, anche per posizioni condivise su immigrazione e sicurezza. Trump l’ha definita “una vera leader mondiale”, mentre il vicepresidente J.D. Vance ha firmato la prefazione dell’edizione inglese del suo libro.

Questa sintonia, però, non cancella le difficoltà. In Italia, come nel resto d’Europa, Trump divide l’opinione pubblica e non gode di grande consenso. La stessa Meloni ribadisce di non condividere tutte le sue posizioni e di esprimere apertamente il dissenso quando necessario.

In questo scenario si inserisce anche il progetto del Board of Peace, promosso dagli Stati Uniti. L’Italia ha escluso una partecipazione piena per motivi legati alla Costituzione, ma ha accettato l’idea di prendere parte ai lavori come osservatore. Resta da capire se sarà la stessa Meloni a partecipare alla prima riunione a Washington o se verrà delegato un rappresentante.

La scelta italiana si muove quindi su un equilibrio delicato: mantenere i rapporti con Washington senza allontanarsi troppo dal resto dell’Europa, mentre le tensioni politiche ed economiche continuano a crescere su entrambe le sponde dell’Atlantico.