Jada Pinkett Smith respinge la causa milionaria dell'ex amico di Will Smith

Jada Pinkett Smith contesta una causa da 3 milioni di dollari presentata da Bilaal Salaam, accusandolo di aver inventato minacce mai avvenute. L’attrice sostiene che le accuse siano false e parte di una campagna contro la sua famiglia.

Jada Pinkett Smith
Jada Pinkett Smith respinge la causa milionaria dell'ex amico di Will Smith

Jada Pinkett Smith si difende in tribunale dalla richiesta di risarcimento da 3 milioni di dollari avanzata da Bilaal Salaam, uomo che sostiene di essere stato minacciato dall’attrice. Nei documenti depositati, la star chiede che la causa venga archiviata senza seguito.

Secondo quanto dichiarato, le accuse sarebbero prive di fondamento e non supportate da prove. L’attrice parla apertamente di dichiarazioni inventate, costruite per attirare attenzione e alimentare una campagna mirata contro di lei e la sua famiglia.

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Nel ricorso, Pinkett Smith sostiene che la denuncia tenti di colpire il suo diritto alla libertà di espressione, legato a vicende familiari già finite sotto i riflettori. Aggiunge inoltre di non aver mai fatto il nome di Bilaal nelle sue dichiarazioni pubbliche.

Bilaal Salaam aveva avviato l’azione legale nel novembre 2025, accusando l’attrice di avergli provocato un grave stress emotivo. L’uomo afferma di aver avuto un rapporto di amicizia con Will Smith durato circa quarant’anni.

Nel dettaglio, sostiene che nel settembre 2021, durante una festa di compleanno, Jada Pinkett Smith lo avrebbe minacciato chiedendogli di non rivelare informazioni personali. Secondo la sua versione, gli avrebbe intimato di firmare un accordo di riservatezza e lo avrebbe avvertito di possibili conseguenze gravi.

Lo stesso Salaam collega l’origine della vicenda al rifiuto di collaborare nella gestione mediatica seguita allo schiaffo dato da Will Smith a Chris Rock durante la notte degli Oscar.

La posizione dell’attrice resta netta: nessun risarcimento è dovuto. Nella richiesta al giudice, chiede non solo l’archiviazione della causa, ma anche che sia l’accusatore a farsi carico delle spese legali.