Angelina Jolie pronta a lasciare Los Angeles dopo i 18 anni dei figli
Angelina Jolie valuta di lasciare Los Angeles dopo anni di attesa legati alla custodia dei figli. Il trasferimento all’estero potrebbe avvenire quando i gemelli Vivienne e Knox compiranno 18 anni, il 12 luglio.
Angelina Jolie si prepara a voltare pagina e a lasciare gli Stati Uniti. L’attrice ha rimandato a lungo questa scelta per via degli accordi di custodia con Brad Pitt, ma con il compimento della maggiore età dei gemelli Vivienne e Knox, previsto il 12 luglio, il trasferimento potrebbe diventare realtà.
Secondo fonti vicine all’attrice, Jolie non ha mai considerato Los Angeles come una sistemazione definitiva. Ora starebbe valutando diverse destinazioni all’estero e sarebbe pronta a cambiare vita appena possibile, lontano da Hollywood.
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Alla base della decisione c’è soprattutto la volontà di garantire ai figli un ambiente più riservato. In un’intervista rilasciata nel 2024, Jolie ha spiegato di cercare per la sua famiglia privacy, tranquillità e sicurezza, elementi che ritiene difficili da trovare stabilmente nella città californiana.
L’attrice ha anche indicato la Cambogia come uno dei luoghi in cui intende trascorrere più tempo. Il Paese ha un significato speciale nella sua vita: nel 2002 adottò lì il suo primo figlio, Maddox, un’esperienza che ha segnato profondamente il suo percorso personale e professionale.
Negli anni successivi Jolie ha ampliato la famiglia con altre adozioni, accogliendo Zahara e Pax durante la relazione con Pitt, che ha poi adottato tutti e tre. Con l’ex marito ha anche avuto tre figli biologici: Shiloh, Vivienne e Knox.
Il suo legame con realtà internazionali ha influenzato anche il modo in cui guarda agli Stati Uniti. In diverse occasioni ha espresso perplessità sulla situazione del Paese, arrivando a dichiarare di non riconoscerlo più come un tempo e ribadendo una visione del mondo aperta e senza confini.
Già in passato Jolie aveva preso posizione su temi politici, criticando ad esempio le politiche migratorie restrittive e sostenendo la necessità di tutelare i diritti senza discriminazioni legate alla provenienza o alla religione.