Minacce a La Penna dopo Inter-Juve, indagini della polizia postale

Dopo Inter-Juve, l’arbitro La Penna finisce nel mirino degli haters: minacce di morte e riferimenti alla sua famiglia. La polizia postale indaga sui messaggi ricevuti nelle ore successive alla partita.

La Penna
Minacce a La Penna dopo Inter-Juve, indagini della polizia postale

Minacce di morte e messaggi intimidatori inviati sui social nelle ore successive a Inter-Juve hanno spinto l’arbitro Federico La Penna a rivolgersi alle autorità. Nei contenuti ricevuti compaiono frasi esplicite e riferimenti all’indirizzo di casa e ai suoi familiari, inclusa la moglie e le due figlie.

Il caso è ora seguito dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio, che ha avviato accertamenti per individuare i responsabili. Gli investigatori stanno analizzando i profili da cui sono partiti i messaggi, nel tentativo di risalire agli autori delle minacce.

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Dopo Inter-Juventus, l’arbitro La Penna finisce nel mirino per alcune decisioni contestate.

Il direttore di gara, 42 anni, romano e avvocato nella vita privata, ha raccolto screenshot, chat e commenti offensivi per costruire un dossier da allegare alla denuncia presentata alla polizia postale. Tra le frasi segnalate compaiono minacce dirette e intimidazioni legate alla sua vita personale.

La tensione nasce da alcuni episodi contestati durante la partita. In particolare, il secondo cartellino giallo mostrato al difensore bianconero Pierre Kalulu, arrivato dopo un contatto con Alessandro Bastoni giudicato come simulazione, ha acceso le polemiche. Nel primo tempo si è registrato anche un confronto acceso nel tunnel degli spogliatoi tra l’arbitro e i dirigenti juventini Damien Comolli e Giorgio Chiellini.

Non solo La Penna. Sui social sono comparsi attacchi anche contro Bastoni e la sua famiglia, con messaggi che hanno coinvolto la moglie e la figlia del calciatore, sempre in relazione all’episodio finito al centro delle proteste.