Teheran, la serie tra successo globale e il mistero della morte di Dana Eden

La serie israeliana Teheran torna al centro dell’attenzione tra nuove stagioni, cast internazionale e il caso della morte della produttrice Dana Eden durante le riprese in Grecia.

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Teheran, la serie tra successo globale e il mistero della morte di Dana Eden

La produzione della quarta stagione di Teheran procede tra tensioni e interrogativi dopo la morte di Dana Eden, produttrice e ideatrice israeliana della serie. La donna, 52 anni, è stata trovata senza vita in una stanza d’albergo ad Atene, dove soggiornava da inizio febbraio per seguire le riprese.

Secondo i media greci, il corpo è stato scoperto dal fratello e presentava segni sospetti, tra cui lividi su collo e arti. Nella stanza sarebbero state rinvenute anche alcune pillole. Le autorità locali stanno esaminando diverse ipotesi, compresa quella del suicidio.

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La produttrice israeliana Dana Eden, ideatrice della serie “Teheran”, è stata trovata morta in un hotel di Atene.

Dall’altra parte, alcune testate israeliane hanno inizialmente parlato di un possibile coinvolgimento di agenti iraniani, ipotesi legata alle critiche rivolte alla serie fin dalla sua uscita. Tuttavia, fonti televisive israeliane hanno poi smentito queste ricostruzioni, definendole prive di fondamento e chiarendo che non risultano indagini per omicidio legate a scenari internazionali.

Nel frattempo, la serie continua il suo percorso internazionale. La terza stagione, trasmessa in Israele a dicembre 2024, è arrivata su Apple TV+ a gennaio 2026. Tra le novità del cast spicca l’ingresso di Hugh Laurie, che rafforza ulteriormente la dimensione globale del progetto.

Al centro della trama c’è Tamar Rabinyan, giovane hacker nata in Iran e cresciuta in Israele, reclutata dal Mossad. Inviata sotto copertura a Teheran per sabotare una centrale elettrica, si ritrova presto isolata e costretta a nascondersi dopo il fallimento della missione.

Braccata dalle forze locali guidate dall’investigatore Faraz Kamali, Tamar si muove tra identità contrastanti e scelte difficili. Durante la fuga entra in contatto con un gruppo di oppositori e con Milad, hacker ribelle con cui intreccia una relazione che complica ulteriormente la sua posizione.

A interpretare la protagonista è Niv Sultan, apprezzata per una performance recitata tra ebraico e persiano. Accanto a lei Shaun Toub e, nella seconda stagione, Glenn Close. La regia è firmata da Daniel Syrkin, mentre tra i creatori figura anche Lior Raz Zonder, già noto per il successo di Fauda.

Girata ad Atene ma ambientata nella capitale iraniana, la serie si inserisce nel filone delle produzioni israeliane capaci di imporsi a livello internazionale. Il racconto si sviluppa sullo sfondo delle tensioni tra Israele e Iran, tra operazioni segrete, cyberattacchi e programmi nucleari, elementi che hanno alimentato polemiche soprattutto nei media vicini al governo iraniano.