Tatuaggi e sistema immunitario, cosa succede davvero nel corpo
Un nuovo studio analizza cosa accade nel corpo dopo un tatuaggio: l’inchiostro raggiunge i linfonodi e può influenzare il sistema immunitario nel tempo.
I tatuaggi sono sempre più diffusi in Europa occidentale, dove tra il 13% e il 21% della popolazione ne ha almeno uno. Negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sui pigmenti utilizzati, ma ora emergono nuovi elementi su ciò che accade all’interno dell’organismo.
Una ricerca condotta dall’Istituto di Ricerca in Biomedicina, legato all’Università della Svizzera italiana, ha osservato il comportamento dell’inchiostro dopo l’applicazione sulla pelle. In poche ore, le particelle si spostano attraverso il sistema linfatico e si accumulano nei linfonodi.
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Qui entrano in azione i macrofagi, cellule del sistema immunitario incaricate di inglobare sostanze estranee. Il loro intervento provoca una risposta infiammatoria articolata in due fasi: una iniziale, più intensa, che dura circa due giorni, e una successiva che può protrarsi anche per anni.
Secondo i ricercatori, questa infiammazione cronica potrebbe incidere sull’efficienza delle difese immunitarie, aumentando la vulnerabilità a infezioni e, in alcuni casi, a patologie più serie. I macrofagi, infatti, non riescono a degradare completamente i pigmenti e finiscono per morire, soprattutto quando si tratta di colori come rosso e nero.
Il processo si ripete nel tempo: nuove cellule assorbono l’inchiostro, vanno incontro alla stessa sorte e contribuiscono a un ulteriore accumulo nei linfonodi. Questo meccanismo, spiegano gli studiosi, può alterare la risposta immunitaria.
Alcune osservazioni collegano questo fenomeno anche a un aumento, seppur raro, del rischio di tumori del sangue. L’infettivologo Matteo Bassetti ha ribadito che si tratta di dati scientifici e non di opinioni. Gli autori dello studio sottolineano comunque la necessità di ulteriori ricerche per chiarire meglio gli effetti a lungo termine.