Viminale condannato a risarcire migrante con numerosi precedenti

Un cittadino algerino con numerosi precedenti penali ottiene un risarcimento dal Viminale per il trasferimento in Albania senza un provvedimento formale. Il caso è stato deciso dal Tribunale di Roma con una sentenza del 10 febbraio.

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Viminale condannato a risarcire migrante con numerosi precedenti

Il Ministero dell’Interno dovrà versare 700 euro di risarcimento a un cittadino algerino di 56 anni, al centro di una vicenda giudiziaria esaminata dal Tribunale di Roma. L’uomo, identificato come R.L., ha alle spalle una lunga storia giudiziaria in Italia, dove è arrivato nel 1995 senza mai ottenere un permesso di soggiorno.

Nel suo fascicolo risultano 23 condanne pronunciate tra il 1999 e il 2023, oltre a numerosi precedenti per reati contro la persona, il patrimonio e la pubblica amministrazione. Tra gli episodi contestati anche un’aggressione a una donna, colpita con calci e pugni alla testa. Nel tempo ha utilizzato 13 identità diverse durante i controlli delle forze dell’ordine.

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L’uomo è stato detenuto almeno undici volte in varie carceri, soprattutto tra Liguria e Piemonte. L’ultimo periodo di detenzione si è concluso a Cuneo, tra agosto 2024 e febbraio 2025. In quell’occasione ha rifiutato di presentare domanda di protezione internazionale.

Nel corso degli anni sono stati emessi due provvedimenti di espulsione nei suoi confronti dai prefetti di Cuneo e Alessandria per motivi di pericolosità sociale. Già in passato era stato trattenuto nei centri per il rimpatrio di Milano e Roma. Dopo l’ultima scarcerazione è stato trasferito nel Cpr di Gradisca d’Isonzo.

Il punto centrale della decisione riguarda il trasferimento del 10 aprile 2025 verso il centro di Gjader, in Albania. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, il passaggio sarebbe avvenuto senza un atto scritto e motivato, e con modalità ritenute lesive dei diritti personali, tra cui l’uso di fascette ai polsi.

Attraverso il suo legale, R.L. ha impugnato il trasferimento chiedendo non solo il risarcimento ma anche il ritorno in Italia e la liberazione. Il tribunale ha accolto parzialmente il ricorso, riconoscendo il danno subito per le modalità del trasferimento.