Errore in ospedale, scambiato tumore per puntura di insetto: operaio invalido
Una diagnosi sbagliata al pronto soccorso si trasforma in un calvario lungo mesi. Un operaio scopre troppo tardi di avere un tumore del sangue e oggi convive con un’invalidità permanente.
Si presenta al pronto soccorso con una caviglia gonfia, dolorante e dal colore violaceo. È il 20 agosto 2023 quando Enrico Facchinelli, operaio di 52 anni, arriva all’ospedale Santa Chiara di Trento. I medici lo visitano e lo rassicurano: si tratta, secondo la prima valutazione, di una semplice puntura di insetto.
Facchinelli torna a casa senza ulteriori accertamenti. Il dolore però non passa e, con il trascorrere dei mesi, la situazione peggiora. Solo a febbraio 2024, dopo essersi rivolto a uno specialista, arriva una diagnosi completamente diversa: policitemia vera Jak 2 positiva, una forma di tumore del sangue.
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Nel frattempo la malattia è progredita. Secondo quanto ricostruito, già durante il primo accesso in ospedale alcuni esami del sangue evidenziavano valori anomali che avrebbero richiesto approfondimenti. Quei segnali, però, non vengono seguiti da ulteriori controlli.
Il ritardo nella diagnosi ha avuto conseguenze pesanti. Oggi all’uomo è stata riconosciuta un’invalidità del 67%, condizione che ha cambiato radicalmente la sua vita e la sua capacità lavorativa.
Assistito dall’avvocato Stefano Tomaselli, Facchinelli ha avviato una richiesta di risarcimento nei confronti dell’Azienda sanitaria universitaria del Trentino. In caso di mancato accordo, la vicenda potrebbe finire davanti a un giudice civile.