Violenza sulla pista ciclabile nel Modenese, il racconto della vittima
Una donna di 53 anni racconta l’aggressione subita su una pista ciclabile nel Modenese. Minacciata e violentata da un giovane, oggi vive tra paura e traumi, mentre l’aggressore è stato arrestato.
Stava pedalando come aveva fatto tante altre volte, lungo una pista ciclabile nel Modenese, quando la sua routine si è trasformata in un incubo. Il 19 agosto 2025 una donna di 53 anni è stata aggredita e violentata. Da quel giorno, racconta, la sua vita non è più la stessa.
L’aggressione è avvenuta all’improvviso. L’uomo è sbucato da un cespuglio, l’ha colpita facendola cadere e l’ha immobilizzata. «Mi ha bloccata con un ginocchio sul petto e le mani al collo», ricorda. La violenza è stata brutale e rapida, tanto da farle perdere i sensi.
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Un’immagine condivisa sui social riapre una ferita personale: Clizia Incorvaia racconta pubblicamente un episodio del passato legato al matrimonio con Francesco Sarcina e parla per la prima volta di un rapporto definito tossico.
Durante l’attacco, l’aggressore ha usato anche una corda. «Me l’ha stretta al collo dicendo che mi avrebbe uccisa perché lo avevo visto in faccia». Le conseguenze fisiche sono gravi: la donna ha riportato lesioni alle corde vocali e la frattura di un osso del collo.
È riuscita a salvarsi sfruttando un momento di distrazione dell’uomo, trovando la forza di scappare e chiedere aiuto. L’aggressore, un 19enne di origine marocchina, è stato arrestato ed è accusato anche di altre due tentate violenze.
Le ferite, però, non sono solo fisiche. «Mi sveglio di notte con attacchi di ansia e panico», racconta. La donna è seguita da due psicoterapeuti, ma il percorso è lungo. Nel frattempo ha perso anche il lavoro, aggravando una situazione già difficile.
Non riesce a trovare una spiegazione a quanto accaduto. «È stato solo il caso, mi trovavo nel posto sbagliato al momento sbagliato». Nonostante tutto, invita a denunciare sempre e a fidarsi delle forze dell’ordine.