Assalto portavalori in Puglia, trovata un'altra auto della banda
Proseguono le indagini sull’assalto portavalori sulla statale Brindisi-Lecce: trovata un’altra auto usata dai banditi durante la fuga, mentre l’inchiesta passa alla Direzione distrettuale antimafia di Lecce.
Un nuovo tassello si aggiunge alle indagini sull’assalto ai portavalori avvenuto lunedì lungo la statale 613 tra Brindisi e Lecce. I carabinieri hanno individuato una Jeep Compass utilizzata dai componenti del commando durante la fuga.
Il veicolo è stato rintracciato nei pressi del cimitero di San Pietro Vernotico, nel Brindisino, a circa dieci chilometri dal punto in cui i banditi avevano fermato i due furgoni blindati. All’interno dei mezzi era custodita una cassaforte contenente 5,9 milioni di euro.
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Assalto armato a un portavalori sulla statale Brindisi-Lecce: tra i fermati c’è un ex paracadutista di 38 anni.
Le ricerche si stanno concentrando su tutto il territorio pugliese, con un rafforzamento delle operazioni sul campo. Accanto ai militari dei comandi provinciali di Brindisi e Lecce e ai Cacciatori di Puglia, sono entrati in azione anche i “Falconieri d’Aspromonte”, reparto speciale dell’Arma.
Restano in carcere due uomini ritenuti parte del gruppo: Giuseppe Iannelli, 39 anni, e Giuseppe Russo, 61. Nei loro confronti sono state contestate accuse pesanti, tra cui tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, associazione mafiosa, rapina aggravata, estorsione e detenzione di armi da guerra ed esplosivi.
Già nelle ore successive all’assalto era stata sequestrata una prima auto usata dalla banda. Il ritrovamento della seconda vettura rafforza l’ipotesi di un’azione pianificata nei dettagli, con più mezzi pronti a garantire la fuga.
L’inchiesta è stata accentrata alla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, che ha riunito i fascicoli inizialmente aperti dalle procure di Brindisi e Lecce. Il giudice per le indagini preliminari ha riconosciuto la modalità mafiosa nell’azione criminale durante la convalida degli arresti.
Le indagini sono coordinate dalla pm della Dda Carmen Ruggiero, affiancata dal collega Alessandro Prontera, mentre prosegue la caccia agli altri membri del gruppo.