Cime tempestose, il film di Emerald Fennell divide la critica
L’ultimo adattamento di Cime tempestose riaccende il dibattito sul classico di Emily Brontë. Il film firmato da Emerald Fennell divide la critica tra chi apprezza l’estetica e chi contesta le scelte narrative e di casting.
A oltre un secolo e mezzo dalla morte di Emily Brontë, il suo unico romanzo torna al centro dell’attenzione con una nuova versione cinematografica destinata a far discutere. Cime tempestose rivive sul grande schermo in una rilettura firmata da Emerald Fennell che ha già acceso un acceso confronto tra i critici.
La regista ha scelto di intervenire in modo deciso sulla struttura originale, limitandosi a raccontare solo la prima parte della storia e modificando diversi elementi chiave. Una scelta che ha spiazzato molti, soprattutto tra gli appassionati del testo, da sempre considerato un punto fermo della letteratura inglese.
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Il film con Jacob Elordi e Margot Robbie tratto dal romanzo di Emily Brontë arriva al cinema a febbraio 2026.
Tra le decisioni più commentate c’è il casting. Margot Robbie interpreta un personaggio che nel romanzo muore a 18 anni, mentre Jacob Elordi veste i panni di una figura descritta nel libro con tratti fisici molto diversi. Scelte che hanno alimentato dubbi sulla coerenza con l’opera originale.
Non meno discussa è la rilettura del rapporto tra i protagonisti. Fennell ha inserito numerose scene di natura esplicita, pur mantenendo un’impostazione visiva elegante. Un cambiamento netto rispetto al senso di desiderio trattenuto e irrisolto che caratterizza il romanzo.
Il risultato è un film che oscilla tra fascino visivo e libertà creativa, attirando giudizi opposti. C’è chi ne esalta l’impatto estetico e chi invece critica la distanza dall’opera di partenza, accusando la regista di aver sacrificato l’anima del racconto.
Tra le voci più critiche, Kevin Maher del The Times sottolinea come il personaggio di Isabella Linton emerga più degli altri, grazie all’interpretazione di Alison Oliver, definita l’unico elemento capace di dare energia a un adattamento ritenuto poco incisivo.