Calciatori contro il fondo di fine carriera, il caso Viviano arriva in tribunale
Oltre 150 ex calciatori chiedono chiarezza sul Fondo di fine carriera. Emiliano Viviano porta il caso in tribunale: al centro la gestione dei contributi versati negli anni e il diritto di accesso ai bilanci.
Non tutti i protagonisti del calcio professionistico riescono a mantenere stabilità economica dopo il ritiro. Molti ex giocatori e tecnici, una volta chiusa la carriera, si trovano senza entrate certe e con difficoltà nel reinserimento lavorativo.
Da questa realtà nasce l’iniziativa di oltre 150 ex tesserati che hanno incaricato società e legali per ottenere trasparenza sulla gestione del Fondo di fine carriera. La richiesta riguarda in particolare l’accesso ai bilanci e ai dettagli sui contributi accumulati negli anni.
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Il Fondo, istituito per garantire un’indennità ai lavoratori sportivi, raccoglie il 7,5% degli stipendi dei calciatori, entro un tetto mensile fissato. Le trattenute vengono applicate direttamente da club e federazione. La struttura è composta da rappresentanti delle principali componenti del sistema calcistico.
Al centro della vicenda c’è Emiliano Viviano, ex portiere, che ha avviato un’azione legale al Tribunale di Roma dopo aver chiesto senza successo di consultare i conti del Fondo. «Vorrei sapere dove finiscono i miei soldi», ha dichiarato durante un incontro pubblico nella capitale.
Viviano ha fatto riferimento ai numeri complessivi: dal 1975, anno di nascita del Fondo, si stimano decine di migliaia di calciatori coinvolti tra Serie A e Serie B. Anche ipotizzando cifre contenute per ciascun atleta, il totale raggiungerebbe importi rilevanti.
Secondo Andrea Ferrato, amministratore della società che assiste i giocatori, la questione riguarda il diritto degli associati a conoscere la destinazione dei contributi versati. L’eventuale decisione del tribunale potrebbe fissare un precedente importante sui limiti di controllo e informazione.
Anche Beppe Dossena, campione del mondo 1982, ha sostenuto l’iniziativa, invitando ex e attuali protagonisti del calcio a unirsi per ottenere risposte. Tra i nomi citati, quelli di Buffon, Bonucci, Chiellini, Gama e Tommasi.