Clima, Trump cancella il parere sui gas serra e stop ai limiti per auto e centrali

La Casa Bianca cancella il parere che dal 2009 riconosce i gas serra come pericolosi per la salute. Via libera alla fine dei limiti su centrali e auto, con scontro legale già annunciato da stati e ambientalisti.

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L’amministrazione di Donald Trump ha deciso di eliminare il “parere di pericolosità”, l’atto con cui nel 2009 l’Agenzia per la protezione ambientale aveva stabilito che le emissioni di gas serra mettono a rischio salute pubblica e ambiente. Con quella mossa, la Casa Bianca toglie la base giuridica alle norme federali che finora hanno regolato l’inquinamento climatico.

Ad annunciarlo è stato Lee Zeldin, alla guida dell’E.P.A., parlando della fine di quella che ha definito una politica dell’era Obama. Per quasi diciassette anni l’agenzia si è appoggiata a quel parere scientifico per fissare limiti a anidride carbonica, metano e altri gas prodotti da centrali elettriche, impianti petroliferi, industrie e veicoli.

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Il presidente ha sempre bollato quelle regole come eccessive, legandole alla sua critica alle politiche climatiche democratiche, spesso liquidate come una truffa. Ora l’E.P.A. potrà avviare l’abrogazione dei limiti alle emissioni delle centrali e dei siti industriali, un percorso già iniziato nelle scorse settimane.

La decisione riguarda anche i veicoli a motore. I trasporti sono oggi la principale fonte di emissioni negli Stati Uniti. Secondo Trump, la cancellazione dei vincoli porterà a un taglio dei costi normativi stimato in oltre 1.300 miliardi di dollari e consentirà di abbassare il prezzo delle automobili.

Nel dettaglio vengono rimossi i tetti su sei gas serra, tra cui metano e CO2, che la comunità scientifica collega all’aumento di ondate di calore, siccità, incendi e fenomeni estremi. La Casa Bianca sostiene invece che il Clean Air Act permetta di intervenire solo quando l’inquinamento provoca danni diretti e localizzati.

Organizzazioni ambientaliste come l’Environmental Defense Fund stimano che, senza quel parere, entro il 2055 potrebbero essere immesse in atmosfera fino a 18 miliardi di tonnellate aggiuntive di emissioni. L’associazione parla di decine di migliaia di morti premature e milioni di casi di asma nei prossimi trent’anni.

Anche diversi stati annunciano ricorsi. Il governatore della California, Gavin Newsom, ha promesso un’azione legale immediata, sostenendo che l’eliminazione dei limiti aumenterà incendi, alluvioni e vittime legate al caldo estremo. La battaglia potrebbe arrivare fino alla Corte Suprema.

Gli Stati Uniti sono oggi il secondo maggiore emettitore mondiale dopo la Cina, ma restano il Paese che ha contribuito di più all’accumulo storico di gas serra dall’epoca industriale. Studi recenti indicano che, con l’attuale ritmo di riscaldamento, il fumo degli incendi potrebbe causare circa 70 mila morti l’anno entro il 2050, mentre i decessi per caldo sono più che raddoppiati negli ultimi decenni.

Trump ha inoltre annunciato l’intenzione di fermare la costruzione di nuove pale eoliche, definite costose e dannose per il paesaggio. La stretta sulle rinnovabili si inserisce in una linea che punta a rafforzare l’uso dei combustibili fossili e a ridurre l’intervento federale sul clima.