Robert F. Kennedy Jr., il racconto choc sul passato e le riunioni durante il Covid
Durante un podcast, Robert F. Kennedy Jr. ha raccontato il suo passato di tossicodipendenza e spiegato perché, durante il Covid, non temeva il virus. Ha parlato delle riunioni di recupero come di una questione di sopravvivenza personale.
Robert F. Kennedy Jr. torna a parlare del suo passato con parole dure. Ospite del podcast di Theo Von, l’attuale segretario alla Salute e ai Servizi Umani ha ammesso di aver vissuto anni segnati dalla dipendenza, arrivando a sniffare cocaina persino dai sedili dei bagni pubblici.
Secondo Kennedy, quell’esperienza estrema ha inciso anche sul modo in cui ha affrontato la pandemia. “Non avevo paura di un germe”, ha detto, spiegando che dopo aver superato una fase così autodistruttiva, il timore del virus non lo aveva paralizzato.
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Durante l’emergenza sanitaria, molte attività si spostarono online, comprese le riunioni dei programmi in 12 passi. Kennedy ha raccontato di aver continuato a partecipare di persona, ogni giorno. Il luogo che frequentava chiuse con l’arrivo delle restrizioni, ma un piccolo gruppo decise di organizzarsi comunque per incontrarsi dal vivo.
Con Theo Von, che ha conosciuto proprio in quegli ambienti di recupero, ha ricordato quel periodo come una scelta obbligata. Per lui, la priorità era evitare una ricaduta. “Sapevo che la dipendenza mi avrebbe ucciso se non l’avessi affrontata”, ha spiegato, aggiungendo di aver accettato il rischio di contrarre il Covid pur di non interrompere il percorso.
Parlando delle riunioni, Kennedy le ha definite una questione di sopravvivenza personale. Un impegno quotidiano che, a suo dire, ha fatto la differenza nel tenersi lontano dall’abuso di sostanze.