Crans-Montana, tensione davanti all'interrogatorio di Jessica Moretti
A Crans-Montana esplode la rabbia dei familiari delle vittime della strage di Capodanno. Davanti al luogo dell’interrogatorio di Jessica Moretti scoppia il caos. Tra accuse e lacrime, emerge anche un incontro riservato con una madre.
Scene di forte tensione a Crans-Montana, dove era atteso l’interrogatorio di Jessica Moretti per la strage avvenuta a Capodanno nel locale Constellation. Davanti all’edificio scelto per l’audizione si sono radunati diversi familiari delle vittime, determinati a incrociare lo sguardo dei proprietari del club.
Quello che doveva essere un presidio silenzioso è degenerato in pochi minuti. Nonostante la presenza della polizia e degli avvocati, alcuni genitori si sono avvicinati a Jacques e Jessica Moretti urlando accuse durissime. “La pagherete cara”, hanno gridato, puntando il dito contro la coppia. Jessica è apparsa scossa mentre cercava di farsi largo tra la folla.
Leggi anche: Crans-Montana, Jessica Moretti respinge le accuse dopo dieci ore di interrogatorio
Nel caos è nato un confronto diretto. Una madre ha accusato i Moretti di aver comprato il silenzio e di appartenere alla “mafia”. Jacques Moretti ha replicato respingendo ogni sospetto di corruzione e definendosi un semplice lavoratore. Alle domande cariche di dolore su come possano continuare a vivere sapendo che un figlio non tornerà più, l’imprenditore francese ha risposto con la voce rotta, chiedendo scusa e promettendo di assumersi le proprie responsabilità davanti alla giustizia.
In mezzo allo scontro pubblico è emerso anche un episodio diverso. I Moretti hanno avuto un colloquio riservato di circa trenta minuti con Leila Micheloud, madre di due ragazze rimaste gravemente ferite nell’incendio. L’incontro, organizzato con la mediazione dei legali, si è svolto lontano dalle telecamere e ha segnato il primo confronto diretto tra gli indagati e una delle famiglie coinvolte.
La scelta non ha messo tutti d’accordo. Umberto Marcucci, padre di un sedicenne ferito, ha spiegato che accetterebbe un faccia a faccia, pur ritenendo che in certi momenti il silenzio valga più di molte parole. Di diverso avviso l’avvocato Romain Jordan, che assiste numerose famiglie: secondo il legale, dare rilievo pubblico a quell’incontro ha finito per riaprire ferite ancora profonde.