Uomo fermato per il caso Nancy Guthrie parla dopo il rilascio
Un uomo fermato e interrogato in Arizona per il caso Nancy Guthrie racconta la sua versione: dice di non conoscere la donna e denuncia danni alla sua abitazione durante la perquisizione. Intanto proseguono le indagini sul rapimento.
L’uomo bloccato martedì nell’ambito delle indagini sulla scomparsa di Nancy Guthrie ha deciso di raccontare cosa è accaduto. Davanti alla sua abitazione di Rio Rico, in Arizona, ha spiegato ai giornalisti di non aver mai sentito il nome della donna prima di essere fermato dalla polizia.
Si fa chiamare Carlos e lavora come autista per GLS e DoorDash. Ha detto di essersi accorto che alcune pattuglie lo stavano seguendo mentre guidava vicino casa. A quel punto avrebbe accostato volontariamente. Subito dopo, sostiene, è stato trattenuto per diverse ore e interrogato solo su dati personali e sui suoi spostamenti recenti.
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Diffuse le prime immagini della persona ricercata per il rapimento di Nancy Guthrie in Arizona.
Durante il fermo, racconta di essere rimasto all’oscuro dei motivi dell’intervento. Dice di non avere alcun legame con il rapimento e di non conoscere nemmeno Savannah Guthrie, figlia nota al pubblico della donna scomparsa, perché non segue le notizie. «Mi sono sentito come se fossi io la persona rapita», ha dichiarato.
Carlos accusa inoltre gli agenti di aver sfondato la porta d’ingresso e danneggiato quella del garage durante una perquisizione effettuata nella stessa giornata nella casa dove vive con la moglie e la suocera. Chiede che il suo nome venga chiarito al più presto.
L’ufficio dello sceriffo della contea di Pima ha confermato che la perquisizione è stata autorizzata da un giudice. L’abitazione si trova a meno di 15 miglia dal Port of Nogales, importante valico di frontiera tra Stati Uniti e Messico. La suocera dell’uomo aveva già escluso qualsiasi coinvolgimento del genero nella scomparsa.
Mercoledì mattina Carlos è tornato libero. Le indagini però non si fermano. DoorDash ha fatto sapere di aver contattato le forze dell’ordine e di essere pronta a collaborare per agevolare l’inchiesta.
Il fermo è avvenuto poche ore dopo la segnalazione di movimenti su un conto Bitcoin indicato nel primo messaggio di riscatto. Il rapitore ha chiesto 6 milioni di dollari promettendo di riportare Nancy alla famiglia entro 12 ore dal pagamento.
La famiglia, compresa Savannah, ha diffuso video online rivolti al sequestratore, dichiarando di essere disposta a trattare. Finora però le due scadenze fissate per il riscatto sono trascorse senza sviluppi.
Nella stessa giornata di martedì l’FBI ha pubblicato le prime immagini e un video del presunto responsabile: una persona con il volto coperto ripresa davanti alla porta di casa della donna, mentre tenta di evitare l’inquadratura della telecamera Nest.
Nancy Guthrie è scomparsa il primo febbraio, poche ore dopo essere stata riaccompagnata a casa dai familiari al termine di una cena. Ha 84 anni, soffre di problemi di mobilità e ha bisogno di assumere farmaci ogni giorno.