Furto dei gioielli alla moglie di Fabio Capello, quattro condanne per la ricettazione
Quattro persone condannate per la ricettazione dei gioielli rubati alla moglie di Fabio Capello: il trolley era stato dimenticato a Malpensa nel 2017 e conteneva preziosi per oltre 240mila euro, tra orologi Cartier e un anello Buccellati.
Si chiude in primo grado la vicenda dei preziosi sottratti alla moglie di Fabio Capello. Il tribunale di Busto Arsizio ha inflitto condanne tra due anni e sei mesi e tre anni ai quattro imputati accusati di aver ricettato gioielli e oggetti di valore per oltre 240mila euro.
Tutto risale al giugno 2017. L’ex allenatore, di ritorno dalla Germania, lasciò per errore un trolley su un marciapiede dell’aeroporto di Malpensa. Quando si accorse della dimenticanza era già su un taxi diretto a Lugano. La chiamata allo scalo non servì: della valigia non c’era più traccia.
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All’interno c’era un piccolo patrimonio. Orologi e bracciali Cartier, gioielli in platino e diamanti, un anello firmato Buccellati, collane di perle, due iPhone, un Apple Watch e persino un Buddha in corallo. Un contenuto che trasformò un errore in un caso giudiziario.
Secondo la ricostruzione, il trolley fu preso da un dipendente di un parcheggio dell’area aeroportuale. L’uomo lo portò in azienda, dove insieme al titolare lo aprì. Davanti ai preziosi decisero di metterli in circolazione.
Capello denunciò subito la scomparsa. Le indagini dei carabinieri di Gallarate, coordinate dalla procura, partirono dalle immagini di videosorveglianza dello scalo e permisero di seguire il percorso del bottino fino ai ricettatori.
Alcuni imputati hanno scelto riti alternativi. Il dipendente del parcheggio ha patteggiato cinque mesi. Il titolare, accusato anche di aver sottratto un’auto custodita nello stesso posteggio, ha ricevuto un anno di pena e 600 euro di multa con rito abbreviato.
Per un quinto presunto ricettatore il procedimento è stato trasferito a Novara per competenza territoriale. Le condanne pronunciate oggi riguardano gli altri quattro coinvolti nella gestione dei gioielli rubati.