Omicidio Danilo Abiuso, svolta dopo 22 anni: l'agguato di Valenzano e la faida tra clan

Dopo 22 anni arriva una svolta sull’omicidio di Danilo Abiuso, ucciso a Valenzano nel 2003. Un’ordinanza della DDA riapre il caso e ricostruisce ruoli, mandanti e movente legati alla faida tra clan.

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L’omicidio di Danilo Abiuso non fu un fatto isolato. Gli investigatori lo collocano al centro della guerra criminale che, nei primi anni Duemila, contrappose i gruppi Strisciuglio e Di Cosola tra Bari e l’hinterland. Un conflitto per il controllo di droga ed estorsioni che lasciò una lunga scia di sangue.

All’alba di oggi i carabinieri del Comando provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare richiesta dalla Direzione distrettuale antimafia. Il provvedimento riguarda il delitto rimasto irrisolto per oltre due decenni, avvenuto a Valenzano nella notte tra il 14 e il 15 novembre 2003.

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Abiuso aveva 22 anni. Quella sera stava salendo sulla sua Volkswagen Golf, parcheggiata in Largo Marconi. Secondo la ricostruzione, i sicari agirono in pochi istanti: quattro colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata, diretti al torace e all’addome.

Il giovane fu trasportato d’urgenza all’ospedale Di Venere di Carbonara, ma le ferite si rivelarono fatali. Morì dopo alcune ore di agonia. All’epoca emerse il suo coinvolgimento marginale in ambienti criminali vicini al clan Strisciuglio.

Per la DDA, l’agguato fu un segnale preciso. Valenzano era considerata territorio dei Di Cosola, mentre uomini legati agli Strisciuglio tentavano di inserirsi negli affari locali. L’uccisione di Abiuso sarebbe servita a ribadire il controllo del territorio e fermare l’avanzata del gruppo barese.

La riapertura del caso è stata possibile grazie al confronto tra vecchi reperti balistici e nuove dichiarazioni. Le testimonianze di collaboratori di giustizia, un tempo ai vertici dei clan rivali, hanno permesso di ricostruire la catena di comando e attribuire responsabilità a esecutori e mandanti.