Alexander Adarich, la versione del figlio: sequestro, trappola e bitcoin dietro la morte a Milano
La morte dell’ex banchiere ucraino Alexander Adarich a Milano sarebbe l’esito di un sequestro finito nel sangue. Il figlio racconta una trappola, un incontro fittizio e una richiesta legata ai bitcoin.
Alexander Adarich, 54 anni, è morto il 23 gennaio dopo essere precipitato da una finestra del quarto piano di un B&B in via Nerino, nel centro di Milano. Per gli inquirenti la caduta non sarebbe stata accidentale. La svolta arriva dal racconto del figlio Igor, che parla di un sequestro organizzato da un gruppo di uomini russi.
Padre e figlio erano partiti dalla Spagna la mattina stessa con destinazione Milano. L’obiettivo del viaggio era un incontro di lavoro per un investimento, fissato con un uomo conosciuto come “Kirill”. I contatti, spiega Igor, avvenivano solo tramite Telegram e solo con il padre. L’appuntamento, secondo il racconto, si è rivelato una trappola.
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Mistero a Milano sulla morte di Alexander Adarich, ex banchiere ucraino caduto da un palazzo in centro.
Una volta arrivati nel B&B, i due sarebbero stati aggrediti alle spalle da più persone, immobilizzati e incappucciati. Igor riferisce di essere rimasto nella stanza mentre il padre veniva portato altrove. Adarich sarebbe stato picchiato, legato e forse soffocato. Gli aggressori avrebbero cercato un codice per autorizzare un trasferimento di bitcoin tra conti.
Dopo alcune ore Igor è stato rilasciato, con l’ordine di non parlare con nessuno. Ancora in possesso di documenti e portafoglio, ha preso un taxi per l’aeroporto ed è rientrato in Catalogna. L’ex banchiere, secondo la ricostruzione, era già morto o in fin di vita quando è stato fatto precipitare dalla finestra nel cortile interno della struttura.