Doria Pamphilj, divieto di avvicinamento per il compagno accusato di maltrattamenti

Una relazione segnata da minacce, violenze e richieste di denaro. Il giudice di Roma dispone il divieto di avvicinamento per il compagno della figlia della principessa Doria Pamphilj, indagato per maltrattamenti in famiglia.

doria pamphilj

Il giudice per le indagini preliminari di Roma ha ordinato il divieto di avvicinamento nei confronti del compagno della figlia della principessa Doria Pamphilj. L’uomo, 31 anni, è indagato per maltrattamenti in famiglia al termine di un’indagine coordinata dalla procura capitolina.

Secondo gli atti, per mesi la donna avrebbe subito insulti, pressioni e aggressioni fisiche. Comportamenti che, in più occasioni, sarebbero avvenuti davanti ai quattro figli. Il giudice descrive una condotta reiterata, fatta di controllo, intimidazioni e violenza, capace di creare una condizione di forte soggezione psicologica.

Leggi anche: Foggia, donna di 47 anni uccisa a coltellate: in fuga l'ex compagno nonostante divieto di avvicinamento

Tra le accuse compaiono anche minacce di morte. Frasi pronunciate durante i litigi, come quella in cui l’uomo avrebbe detto alla compagna che non sarebbe morta di vecchiaia perché ci avrebbe pensato lui prima. Dichiarazioni ritenute credibili e coerenti con il quadro complessivo emerso dalle indagini.

Nel provvedimento si parla inoltre di continue richieste di denaro, avanzate con urla, danneggiamenti in casa e intimidazioni rivolte anche ai familiari della donna. In un caso l’indagato avrebbe chiuso la compagna a chiave in una stanza dell’abitazione di via del Corso per punirla e costringerla ad assecondare le sue pretese.

Gli inquirenti contestano almeno nove episodi avvenuti tra l’aprile 2024 e il 26 gennaio. Il giudice sottolinea come la gravità dei fatti non sia stata attenuata neppure dalla presenza dei figli, elemento che rafforza il giudizio sulla pericolosità delle condotte contestate.

Le dichiarazioni della vittima, supportate anche da quelle della madre, delineano una personalità segnata da aggressività ricorrente. Un quadro che, secondo il gip, conferma l’esistenza di comportamenti penalmente rilevanti ai danni della convivente.