Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio per stalking e lesioni a Sangiuliano
Maria Rosaria Boccia andrà a processo per una serie di accuse legate ai rapporti con l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. L’udienza è fissata a ottobre, mentre la difesa respinge ogni addebito.
Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio per Maria Rosaria Boccia, imprenditrice accusata di stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata nei confronti dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.
Nel capo d’imputazione rientrano anche contestazioni per diffamazione e per presunte false dichiarazioni inserite nel curriculum, collegate all’organizzazione di alcuni eventi. Il processo inizierà il 6 ottobre.
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Nel procedimento figurano come parti civili Sangiuliano, la moglie e Francesco Gilioli, già capo di Gabinetto del ministero della Cultura. Tutti vengono indicati come persone offese nell’inchiesta.
Boccia si è presentata a piazzale Clodio insieme ai suoi legali, Francesco Di Deco e Saverio Sapia. I difensori hanno ribadito la loro linea: nessuna condotta persecutoria e nessun comportamento penalmente rilevante.
Secondo la difesa, sarebbe stato lo stesso Sangiuliano, a partire dal giugno 2024, a proporre incarichi e a manifestare un coinvolgimento personale. I legali parlano di una dinamica incompatibile con l’ipotesi di stalking, richiamando messaggi e contatti frequenti avvenuti su iniziativa dell’ex ministro.
Analoga contestazione viene mossa sull’accusa di lesioni, che gli avvocati definiscono priva di riscontri. Anche l’ipotesi di interferenze illecite viene respinta: Boccia avrebbe assistito a una telefonata in viva voce con il consenso del querelante.
Per la difesa, la possibilità di interrompere la conversazione era sempre nelle mani di chi parlava al telefono. L’impianto accusatorio, sostengono, presenta profili di debolezza che verranno affrontati nel corso del processo.