Papà Dalmasso e il campanaccio della medaglia: la storia del bronzo olimpico di Lucia
La festa a Casa Italia Livigno dopo il bronzo olimpico nello snowboard di Lucia Dalmasso: un campanaccio di famiglia, l’emozione dei genitori e il racconto di un percorso fatto di scelte difficili e tenacia.
Il campanaccio ha ottant’anni e una storia che passa di mano in mano. Pietro Dalmasso lo stringe e sorride, ancora scosso dall’emozione, mentre a Casa Italia Livigno si celebra il bronzo di Lucia Dalmasso nello slalom gigante parallelo di snowboard.
Quel campanaccio, regalato anni fa dallo zio e dalla zia, accompagna da tempo la famiglia. Pietro lo mostra con orgoglio: per lui rappresenta il carattere della figlia, resistente e caparbio, lo stesso che l’ha portata sul podio olimpico.
Dopo la cerimonia ufficiale, il padre ripercorre le tappe più complicate. Lucia non si è fermata nemmeno quando un infortunio sembrava rallentare tutto. La scelta di lasciare lo sci per lo snowboard è stata sua, maturata in silenzio e condivisa prima con la madre.
Accanto a Pietro c’è Elena, che annuisce e sorride, finalmente più rilassata. L’allenamento è passato anche dalle mura di casa e vedere la figlia conquistare una medaglia alle Olimpiadi è qualcosa che cambia lo sguardo su ogni sacrificio fatto.
Pietro tiene però a chiarire un punto: per la famiglia la vittoria non è mai stata un’ossessione. Crescere facendo sport è sempre stato l’obiettivo, lo stesso insegnamento dato anche al fratello di Lucia. Tra Limone Piemonte e Falcade, la loro vita si è costruita così, con radici solide e una famiglia compatta dietro a una medaglia olimpica.
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