Al Bano tra Sanremo, Eurovision e il rischio scampato a Crans-Montana
Al Bano racconta un periodo intenso tra tv e concerti, torna sul rischio scampato a Crans-Montana, parla di Sanremo senza rancori e apre all’Eurovision, difendendo il ruolo di artisti e sportivi oltre la politica.
Al Bano guarda ai prossimi mesi con l’agenda piena. Tra impegni televisivi e concerti all’estero, si prepara a spostarsi tra Russia, Azerbaijan e Germania. «Il ragazzo tira ancora», dice con ironia, rivendicando una carriera che continua a macinare date.
Il pensiero però torna a Crans-Montana, dove la tragedia poteva toccare da vicino la sua famiglia. «Mio figlio poteva essere in quella festa», racconta. In quei giorni erano tutti lì per il quarantesimo compleanno di Cristel. Un pericolo scampato che lascia il segno, soprattutto perché il figlio aveva frequentato per anni quel locale senza mai notare nulla di anomalo.
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La tragedia di Capodanno a Crans-Montana ha sfiorato anche la famiglia Carrisi-Lecciso: il figlio di Al Bano e Loredana Lecciso avrebbe dovuto essere nel locale colpito dall’incendio, ma ha cambiato programma all’ultimo momento.
Quando il discorso si sposta su Sanremo, Al Bano evita polemiche. Di fronte al nome di Carlo Conti si limita a un augurio sincero, ricordando il legame profondo tra il Festival e la tradizione musicale italiana. Su Amadeus non si sbilancia, ma riconosce il successo di edizioni che hanno superato ogni previsione.
Ammette di soffrire da sempre di “sanremite”. Un legame nato da bambino, quando seguire il Festival significava evadere dalla quotidianità di Cellino San Marco. Ricorda una casa senza nulla, una radio comprata barattando il grano e la musica come unica finestra sul mondo.
Tra le edizioni vissute, la più amara resta quella del 2017, quando una sua canzone venne esclusa dalla gara. Una delusione compensata nel tempo da riconoscimenti inattesi, che hanno dato nuova vita a quel brano fuori dall’Ariston.
Il ricordo più luminoso resta invece la vittoria del 1984 con Romina. «Con Ci sarà ho capito subito che avremmo vinto», dice, raccontando di un’atmosfera carica di presagi positivi fin dai preparativi.
L’ultima apparizione sul palco dell’Ariston risale al 2015, fuori gara, per la reunion con Romina e l’esecuzione di Felicità, che fece registrare ascolti record. Tornare? «Dipende da cosa propongono», risponde, lasciando aperta la porta.
Se un giorno dovesse vincere di nuovo Sanremo, Al Bano non escluderebbe l’Eurovision. La sua posizione è netta: artisti e sportivi non possono essere identificati con le scelte dei governi. «Non si può condannare un popolo intero», afferma, difendendo il valore universale della musica oltre i conflitti.