Ghislaine Maxwell si avvale del silenzio davanti al Congresso su Epstein e Trump
Ghislaine Maxwell si prepara a comparire davanti al Congresso ma non risponderà sulle domande legate ai rapporti tra Donald Trump e Jeffrey Epstein, scegliendo il silenzio previsto dal Quinto Emendamento.
Durante una deposizione ad alta tensione in programma lunedì, Ghislaine Maxwell intende rifiutarsi di rispondere a qualsiasi domanda che riguardi l’ex presidente Donald Trump e i suoi legami con Jeffrey Epstein, invocando il Quinto Emendamento della Costituzione statunitense.
Un deputato democratico ha già fatto sapere quali saranno i punti centrali dell’interrogatorio. In particolare, chiederà se Epstein abbia mai organizzato o favorito l’accesso di Trump a ragazze minorenni, nell’ambito di una relazione sociale che, secondo il parlamentare, sarebbe stata documentata nel tempo.
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Ian Maxwell, fratello di Ghislaine Maxwell, ha indicato che, in caso di respingimento dell’ultimo ricorso, potrebbe valutare una richiesta di grazia a Donald Trump.
Tra le domande previste c’è anche quella su eventuali contatti tra Maxwell, o persone a lei vicine, e Trump per sondare la possibilità di una grazia o di una riduzione della pena in cambio del suo silenzio. Maxwell sta scontando una condanna a 20 anni in un carcere federale per aver cospirato con Epstein negli abusi sessuali su minori.
In una lettera inviata al presidente della commissione, il deputato ha ricordato che Maxwell in passato aveva affrontato il tema Epstein durante un incontro con Todd Blanche senza appellarsi al Quinto Emendamento, definendo l’attuale cambio di strategia “incoerente”.
La stessa lettera elenca una serie di ulteriori quesiti collegati al caso Epstein e chiede conferma formale che Maxwell intenda rifiutare ogni risposta. Un passaggio che assume un peso particolare alla luce dei documenti e delle rivelazioni emerse dagli Epstein Files.