Sanremo 2026, Michele Bravi porta il cinema sul palco dell'Ariston

Michele Bravi torna a Sanremo 2026 con un brano che apre una nuova fase artistica, tra scrittura cinematografica, orchestra protagonista e un progetto più ampio che guarda a musica, cinema e futuro.

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Michele Bravi salirà per la terza volta sul palco dell’Ariston con “Prima o poi”, un brano pensato come punto di partenza di un percorso più ampio. Per l’artista non si tratta di una semplice canzone da festival, ma dell’inizio di un progetto che rompe con il passato e mette al centro una narrazione teatrale e visiva.

L’idea è maturata lontano dai riflettori, quando Bravi ha iniziato a far ascoltare il pezzo a persone di fiducia. Le reazioni, diverse dal solito, lo hanno colpito. Un commento spontaneo in famiglia gli ha chiarito che quella era la direzione giusta, il segnale che cercava per puntare su quel brano.

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La scrittura di “Prima o poi” segue una logica cinematografica, con una costruzione armonica complessa e scelte narrative precise. Sul palco, l’orchestra non sarà un semplice accompagnamento: Bravi ha lavorato affinché dialoghi con la sua voce, valorizzando un impianto musicale che parte da un’apertura in minore inattesa.

Il progetto sanremese comprende anche il videoclip, affidato per la prima volta alla regia di Ilenia Pastorelli. L’attrice ha firmato una lettura personale e intensa della canzone, tanto da spingere Bravi a rivedere il modo di interpretarla. Alcuni passaggi, inizialmente sfuggiti, sono emersi proprio grazie allo sguardo esterno della regista.

Per l’esibizione dal vivo, l’artista sarà affiancato da Alterisio Paoletti, arrangiatore che ha lavorato con nomi internazionali come Céline Dion e David Foster. Un contributo pensato per rendere l’orchestra parte attiva della performance e non un semplice sfondo sonoro.

Bravi racconta il palco come uno spazio autentico, lontano dall’idea di perfezione. Parla apertamente della sua goffaggine, di una fragilità che considera più vicina alla vita reale che all’immagine patinata spesso proposta dallo spettacolo.

Non mancano riflessioni su temi più ampi. L’artista interviene sul dibattito nato attorno alla presenza di Ghali alla cerimonia delle Olimpiadi Milano-Cortina, respingendo l’idea che esprimere il proprio pensiero equivalga automaticamente a un atto di dissenso.

Più prudente, invece, la posizione sull’Eurovision e sulle polemiche legate alla partecipazione di Israele. Bravi riconosce la complessità della situazione in Palestina, ma si interroga sul senso di un’esclusione in una competizione musicale, lasciando aperta la possibilità di rivedere la propria opinione.

Dalla relazione artistica e personale con Fiorella Mannoia nasce il duetto della serata cover. Insieme renderanno omaggio a Ornella Vanoni con “Domani è un altro giorno”, una scelta dettata dal desiderio di condividere il palco con una persona stimata, più che dalla ricerca dell’effetto sorpresa.

Lo sguardo di Michele Bravi è già rivolto oltre Sanremo 2026. Dopo il festival lo attendono un film a cui è particolarmente legato e un nuovo disco, ancora in lavorazione, che potrebbe vedere la luce prima dell’estate.

Michele Bravi - Mantieni il bacio

Video Michele Bravi - Mantieni il bacio