Trump e il video offensivo sugli Obama: nessuna scusa, non ho sbagliato
Donald Trump respinge ogni accusa dopo la diffusione di un video offensivo sugli Obama. Niente scuse né retromarce: sostiene di non aver visto la clip completa e di non aver commesso errori, mentre analisti e Casa Bianca restano sotto accusa.
Donald Trump non fa passi indietro dopo la pubblicazione di un video razzista che ritrae Barack e Michelle Obama come scimmie nella giungla. Nessuna ammissione di colpa, nessuna scusa pubblica. L’ex presidente ha spiegato di aver visto solo l’inizio del filmato prima di autorizzarne la diffusione sul suo social Truth.
Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha detto di non aver guardato l’intera clip e che nemmeno il suo staff avrebbe visionato il video fino alla fine. «Non ho commesso nessun errore», ha ribadito, sostenendo che qualcun altro avrebbe omesso una parte del contenuto prima della pubblicazione.
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Una versione che convince poco molti osservatori. Il video durava poco più di un minuto, un tempo considerato sufficiente per una verifica completa. Inoltre, il post è comparso online in tarda serata, durante una serie di messaggi pubblicati direttamente dall’account di Trump.
Un altro elemento che alimenta i dubbi riguarda la reazione ufficiale: la Casa Bianca ha difeso il contenuto e lo ha lasciato visibile per quasi dodici ore. Una scelta giudicata difficile da giustificare se si fosse trattato davvero di un errore.
Per diversi analisti, il caso si inserisce in una lunga serie di provocazioni. Nel tempo, i profili social di Trump hanno spesso ospitato messaggi e contenuti tipici dell’estrema destra, tra attacchi personali, allusioni e scivoloni ripetuti.
Di fronte alle polemiche, gli Obama hanno scelto di non rispondere. Nessuna replica diretta al video, nessun commento pubblico. La linea è quella già indicata in passato da Michelle Obama: evitare lo scontro e mantenere una posizione di superiorità.
L’ex coppia presidenziale ha continuato la propria attività sui social limitandosi a pubblicare un messaggio di incoraggiamento per la squadra statunitense impegnata alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, ignorando completamente l’attacco.