Famiglia del bosco, la nonna chiede l'affidamento: I bambini stanno male, riportiamoli in Australia

I tre figli della cosiddetta famiglia del bosco restano in una casa-famiglia a Vasto. Dall’Australia arrivano nonna e zia per chiederne l’affidamento, mentre il padre si oppone al trasferimento.

famiglia bosco

I tre bambini della cosiddetta famiglia del bosco vivono da settimane in una casa-famiglia a Vasto. Sono insieme alla madre, ma sotto un regime di protezione disposto dal Tribunale. Le giornate scorrono tra controlli e regole rigide, in un equilibrio fragile che tiene separati affetti e decisioni giudiziarie.

Dall’Australia sono arrivate Pauline Birmingham e la figlia Rachael, nonna e zia dei piccoli. Il loro obiettivo è ottenere l’affidamento e portarli a Melbourne. Con l’appoggio delle autorità consolari, sostengono che solo lontano dall’Italia i bambini possano recuperare stabilità dopo il trauma vissuto.

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La nonna parla di segnali preoccupanti. Racconta che i nipoti non sono più gli stessi, che appaiono turbati e che si sono ammalati. A suo avviso il cambiamento è evidente e segna una frattura con il passato, difficile da sanare restando nell’attuale contesto di protezione.

La richiesta della famiglia materna si scontra con la posizione del padre, Nathan Trevallion. L’uomo rifiuta l’ipotesi di un trasferimento oltreoceano e ribadisce la volontà di restare a Palmoli, il paese dove la famiglia si era stabilita. Una scelta che apre uno scontro netto sul futuro dei figli.

Un passaggio recente ha riguardato la seconda perizia psichiatrica sui genitori, svolta nello studio della dottoressa Simona Ceccoli. L’incontro, durato oltre tre ore, ha rappresentato un momento centrale dell’istruttoria e potrebbe incidere sulle valutazioni delle capacità genitoriali.

Il procedimento resta aperto. I legali attendono le prossime decisioni dei giudici, chiamati a bilanciare le richieste dei nonni, la posizione del padre e le misure di tutela già adottate per i bambini.