Federica Torzullo, Anguillara saluta la 41enne uccisa dal marito: chiesa gremita e lutto cittadino

Anguillara Sabazia si ferma per l’ultimo saluto a Federica Torzullo, uccisa dal marito. In chiesa una folla silenziosa, il figlio di dieci anni e il ricordo di una donna riservata e sorridente.

federica torzullo

Anguillara Sabazia ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali di Federica Torzullo, la donna di 41 anni uccisa dal marito Claudio Carlomagno nella notte tra l’8 e il 9 gennaio. Poco dopo le 14, la bara è entrata nella chiesa di Regina Pacis accolta da un silenzio composto e da una folla numerosa.

A celebrare la funzione è stato il parroco don Paolo Quatrini. In prima fila c’era anche il figlio della donna, dieci anni, oggi affidato ai nonni materni. Al bambino non è stata nascosta la verità: sa che la madre è morta e che ad ucciderla è stato il padre.

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La chiesa si è riempita di fiori e palloncini. Un gesto semplice, condiviso da amici, conoscenti e cittadini che hanno voluto esserci per accompagnare Federica nell’ultimo saluto, nella stessa chiesa frequentata in passato anche dai suoceri.

Tra i presenti, le colleghe di lavoro. Elisabetta Misiano, amica e compagna d’ufficio, ha ricordato l’ultimo incontro. «Il giorno prima che sparisse abbiamo preso un caffè insieme e parlato di lavoro e delle vacanze di Natale. La mattina dopo la aspettavamo, ma non ci siamo allarmate subito. Non avremmo mai immaginato una fine così».

Federica, raccontano, era molto riservata. Parlava del figlio e del percorso professionale, ma mai della vita privata. Nessuno sapeva della separazione dal marito. «Era allegra, sensibile, sempre sorridente. Custodiva tutto dentro di sé», spiegano le amiche.

Durante l’omelia, don Quatrini ha ricordato il legame con Federica nato negli anni dello scoutismo ad Anguillara. Ha parlato della sua forza, della determinazione e di quel tratto che tutti ricordano: «Il sorriso era la sua arma, non lo negava a nessuno».

Il parroco ha ripercorso anche i giorni della scomparsa, l’attesa e la speranza che non si fosse allontanata volontariamente. Poi il ritrovamento e la certezza della tragedia. «Oggi siamo qui sgomenti. Il dolore attraversa tutta la comunità, soprattutto chi le era più vicino», ha detto.

Fuori dalla chiesa, il paese ha accompagnato il feretro in silenzio. Una comunità intera si è fermata per ricordare una madre, una collega, un’amica, spezzata da una violenza che ha lasciato un vuoto profondo.