Omicidio di Franca Genovini, le ricerche online di Denise Duranti ed Erica Cuscela prima del delitto

Un rapporto nato online, le difficoltà economiche e un piano maturato in pochi mesi. Le ricerche sul web e le tracce digitali raccontano come Denise Duranti ed Erica Cuscela abbiano preparato l’uccisione di Franca Genovini.

omicidio franca

All’inizio c’erano solo commenti su Facebook, scambi di frasi sulla fatica di arrivare a fine mese e sulla crisi che stringeva molte famiglie. In quel contatto virtuale, nato in un gruppo dedicato ai problemi economici, Denise Duranti ed Erica Cuscela hanno trovato un punto di intesa che in poche settimane ha preso una direzione diversa.

Il legame si è consolidato rapidamente e, secondo gli atti dell’indagine, si è trasformato in un progetto preciso: eliminare Franca Genovini, commerciante di Castellina in Chianti e nonna acquisita di Duranti. Nei loro piani, la sua morte avrebbe risolto i problemi finanziari di entrambe.

Leggi anche Omicidio di Sara Centelleghe: il 19enne cercava droga dall'amica prima del delitto

Prima di passare all’azione, fissata per il 7 agosto 2024, il web è diventato una sorta di manuale operativo. Le cronologie recuperate dagli investigatori mostrano una serie di domande dirette e senza ambiguità: quante iniezioni di veleno per topi servono per uccidere una persona, se la candeggina nel sangue può essere individuata in autopsia, se il soffocamento con un cuscino lascia segni visibili.

Quelle ricerche, eseguite con freddezza, hanno segnato il passaggio dalla fantasia alla premeditazione. Non si trattava più di sfoghi o ipotesi, ma di tentativi concreti di capire come uccidere e come evitare di essere scoperte.

Dopo il delitto, è arrivato il momento di cancellare le tracce. Le due donne si sono rivolte a un tecnico informatico per far resettare i telefoni, convinte che eliminare chat e cronologie bastasse a rendere irrecuperabile il passato digitale.

L’idea di aver azzerato tutto si è rivelata un errore. I dati sono stati ricostruiti e, soprattutto, l’esame autoptico ha smontato l’ipotesi di una morte naturale. Sul corpo dell’anziana sono emersi segni evidenti di violenza, compatibili con una colluttazione e incompatibili con un decesso accidentale.

Quelle tracce fisiche, insieme alle ricerche online recuperate, hanno chiuso il cerchio dell’inchiesta. I tentativi di nascondere la verità non hanno retto al confronto con la medicina legale e con l’analisi dei dispositivi, che hanno restituito un quadro dettagliato della preparazione e dell’esecuzione dell’omicidio.