Panettiere ucciso a Sarno, la figlia accusa: Andrea Sirica era lucido e urlava che avrebbe ucciso tutti
Cristina Russo, 19 anni, racconta l’omicidio del padre Gaetano nella sua panetteria di Sarno. Contesta l’idea di un aggressore fuori controllo e descrive Andrea Sirica come lucido e minaccioso.
Ogni notte, quando chiude gli occhi, Cristina Russo rivede la scena. Suo padre Gaetano è stato ucciso a coltellate nella panetteria-salumeria di Piazza Sabotino, a Sarno, in provincia di Salerno. L’aggressione è avvenuta tra il 2 e il 3 febbraio, nel locale dove l’uomo lavorava e trascorreva gran parte della giornata.
A colpire è stato Andrea Sirica, 35 anni, che secondo la giovane non era in uno stato di confusione. Cristina respinge la versione di un assassino alterato: lo descrive come presente, consapevole, capace di parlare e di minacciare chi si trovava intorno.
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Durante l’aggressione, racconta la figlia della vittima, Sirica avrebbe gridato “qui comando io” e avrebbe urlato che avrebbe ucciso tutti. Frasi pronunciate con chiarezza, in un clima di terrore che ha preceduto l’accoltellamento mortale.
Nel ricordare il padre, Cristina parla di un uomo semplice e generoso. “Un orso buono”, lo definisce, che in famiglia aveva sempre insegnato il rispetto e l’attenzione verso gli altri, senza mai sentirsi superiore a nessuno.