Federica Torzullo, oggi i funerali nella chiesa dei suoceri. La lettera di Carlomagno al figlio senza segni di pentimento
Oggi ad Anguillara Sabazia l’ultimo saluto a Federica Torzullo, uccisa dal marito lo scorso gennaio. I funerali arrivano dopo il via libera della Procura, mentre restano aperti molti interrogativi sull’omicidio e sulla versione dell’uomo.
Anguillara Sabazia si ferma per Federica Torzullo. A quasi un mese dall’8 gennaio, giorno in cui la donna è uscita di casa senza farvi più ritorno, oggi si tengono i funerali dopo il nulla osta della Procura di Civitavecchia. La cerimonia è fissata alle 14 nella chiesa Regina Pacis.
Lo stesso edificio sacro che, pochi giorni fa, ha accolto le esequie di Pasquale e Maria, i genitori di Claudio Carlomagno. La coppia si è tolta la vita dopo aver appreso che il figlio aveva ucciso la moglie. Una coincidenza che rende ancora più cupa una vicenda già segnata da una catena di morti.
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La famiglia di Federica ha chiesto che eventuali offerte vengano destinate all’Associazione Penelope, impegnata nella ricerca di persone scomparse e nel sostegno ai familiari delle vittime.
Intanto emerge un altro dettaglio inquietante. Dal carcere, Claudio Carlomagno ha inviato una lettera al figlio di 10 anni. Il messaggio è stato consegnato ai nonni del bambino. Secondo quanto riferito dall’avvocato Carlo Mastropaolo, legale della famiglia Torzullo, nel testo non c’è alcun accenno all’omicidio né parole che lascino intravedere pentimento.
Un silenzio che, per chi segue l’inchiesta, conferma l’atteggiamento difensivo dell’uomo, rimasto coerente fin dai primi momenti successivi alla denuncia di scomparsa della moglie.
Nonostante la confessione, arrivata solo dopo il ritrovamento del corpo il 18 gennaio, l’indagine presenta ancora diversi punti irrisolti. Il cadavere di Federica era stato sepolto nei terreni della ditta di famiglia di Carlomagno.
Il nodo principale resta l’arma del delitto. Il coltello non è mai stato recuperato. L’uomo ha indicato un torrente lungo la via Braccianense come luogo dove se ne sarebbe disfatto, ma le ricerche dei carabinieri di Ostia non hanno dato esito.
Per il procuratore Alberto Liguori, l’indicazione potrebbe essere un ulteriore tentativo di depistaggio. Una strategia che, secondo gli inquirenti, sarebbe iniziata già la mattina dell’omicidio, quando Carlomagno avrebbe usato il telefono della moglie per scrivere alla suocera fingendo che Federica fosse ancora viva.
Restano dubbi anche sugli orari forniti dall’indagato e prende corpo l’ipotesi che qualcuno possa averlo aiutato a occultare il corpo. Una possibilità che gli investigatori non escludono.
Appare poco credibile anche la motivazione addotta dall’uomo, la paura di perdere il figlio. Gli atti raccontano infatti che la coppia aveva già raggiunto un accordo civile per la separazione, elemento che rende quella spiegazione, agli occhi degli inquirenti, priva di fondamento.