Incendio a Crans Montana, il racconto del fidanzato di Cyane Panine davanti ai giudici

La testimonianza del fidanzato di Cyane Panine ricostruisce i minuti successivi all’incendio nel locale di Crans Montana e i tentativi disperati di salvarla, al centro dell’inchiesta svizzera.

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Jean-Marc Gabrielli è stato ascoltato per circa dodici ore dagli inquirenti svizzeri nell’ambito dell’indagine sull’incendio al Constellation di Crans Montana. Davanti ai magistrati ha ripercorso quanto accaduto la notte in cui è morta la sua fidanzata, la cameriera 24enne Cyane Panine.

Gabrielli ha riferito di aver tentato a lungo di rianimarla insieme a Jacques Moretti. Secondo il suo racconto, i soccorsi improvvisati sarebbero andati avanti per quasi un’ora, subito dopo che la giovane era stata trovata priva di sensi.

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La deposizione conferma la versione già fornita dagli indagati, Moretti e Jessica Maric. Panine sarebbe stata rinvenuta con un casco in testa e due bottiglie fissate addosso, al cui interno erano state accese candele scintillanti.

Quelle fiamme, sempre secondo quanto emerso in aula, avrebbero incendiato la schiuma fonoassorbente del locale, provocando il rogo che si è rivelato fatale per la giovane cameriera.

Gabrielli ha descritto anche il luogo in cui si sono svolti i tentativi di soccorso, dietro una porta laterale che risultava chiusa a chiave dall’interno. Durante l’udienza, Jessica Maric era presente in aula e si è commossa ascoltando il racconto dei minuti successivi all’incendio.

Nel corso della testimonianza è emerso anche il rapporto personale tra i protagonisti della vicenda. Gabrielli ha spiegato che per Cyane, Jessica era considerata come una zia, un legame che rende ancora più complessa la ricostruzione di quanto accaduto quella notte.