Abbiamo lasciato il lavoro e ci siamo trasferiti a Dubai: guadagniamo quattro volte di più, lavoriamo meno ma sentiamo la mancanza di casa

Hanno lasciato due lavori stabili nel Regno Unito per trasferirsi a Dubai. In dodici mesi il reddito è cresciuto, le ore di lavoro sono diminuite e la qualità della vita è migliorata, ma la distanza dagli affetti pesa.

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Tommy Mitchell ha 29 anni, Amber Travis 24. Vivono a Dubai dopo aver deciso di cambiare radicalmente vita. Prima erano nel Regno Unito: lui lavorava come receptionist, lei era poliziotta. Entrambi affiancavano già un’attività da personal trainer online, ma solo come secondo lavoro.

La svolta è arrivata dopo una vacanza di due settimane negli Emirati, a gennaio 2024. Tornati a casa, hanno iniziato a valutare un trasferimento stabile. Nel 2025 hanno investito circa 14mila euro dei loro risparmi in un programma di mentoring aziendale con sede a Dubai, pensato per ampliare la clientela e far crescere il loro business digitale.

I risultati sono arrivati in fretta. Nel giro di pochi mesi il numero dei clienti è quadruplicato. A quel punto hanno deciso di lasciare i rispettivi impieghi a tempo pieno e puntare tutto sull’attività online. Poco dopo hanno organizzato il trasferimento definitivo, con una spesa complessiva di circa 23mila euro.

Oggi lavorano entrambi come personal trainer online, con orari più flessibili e un reddito molto più alto rispetto a prima. Amber racconta che la scelta di lasciare la polizia non è stata semplice. Le domande e i dubbi non sono mancati, ma per lei era il momento di rischiare e provare qualcosa di diverso.

Tra i motivi che l’hanno convinta c’è il clima, ma anche la percezione di sicurezza. Amber spiega che a Dubai si sente tranquilla a qualsiasi ora del giorno e che il livello di criminalità le sembra nettamente più basso rispetto alla sua città d’origine. Anche nella vita quotidiana nota differenze evidenti, come la possibilità di lasciare computer e telefono incustoditi in un bar senza timori.

Tommy conferma che il trasferimento ha cambiato il loro ritmo di vita. Si alzano presto, lavorano in media sei o otto ore al giorno e poi hanno tempo per rilassarsi o viaggiare. Riescono a concedersi più pause e più vacanze rispetto al passato, cosa che prima sembrava impossibile.

Dopo un periodo iniziale molto intenso, l’obiettivo è diventato quello di godersi di più il tempo libero. A Dubai, spiegano, le persone lavorano sodo, ma le opportunità fuori dall’orario di lavoro non mancano. Rispetto al Regno Unito, il meteo rende più semplice stare all’aperto e organizzare attività anche dopo una giornata piena.

Resta però il peso della distanza da amici e familiari. La coppia mantiene i contatti con videochiamate settimanali con chi è rimasto a Bath, ma la nostalgia ogni tanto si fa sentire. Tommy ammette che gli mancano le passeggiate nei campi con il cane, anche se ora vive circondato da spiagge e grattacieli.

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