Milano Cortina 2026, Ghali rompe il silenzio: Non posso cantare l'inno, l'arabo era di troppo

Alla vigilia dell’apertura dei Giochi invernali 2026, Ghali pubblica un lungo messaggio sui social e denuncia limiti imposti alla sua partecipazione, dalla musica alle parole. Il post arriva dopo le polemiche politiche sulla sua presenza.

milano cortina

Alla vigilia della cerimonia inaugurale dei Giochi di Milano Cortina 2026, Ghali affida ai social uno sfogo pubblico. L’artista, atteso sul palco per un’esibizione, racconta cosa è accaduto dietro le quinte e lo fa citando “Io so”, il celebre testo di Pier Paolo Pasolini.

Nel messaggio, pubblicato in italiano, inglese e arabo, il cantante spiega di essere consapevole delle ragioni del suo invito e, allo stesso tempo, dei confini che gli sono stati posti. Racconta di non aver potuto cantare l’Inno d’Italia e di aver ricevuto la proposta di recitare una poesia dedicata alla pace, inizialmente pensata in più lingue.

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Secondo quanto scritto da Ghali, una di quelle lingue sarebbe però diventata improvvisamente “di troppo”. Si tratta dell’arabo, escluso all’ultimo momento. Un dettaglio che l’artista usa per descrivere una sensazione più ampia di controllo e correzione della propria voce.

Il messaggio è indirizzato “a tutti” e alterna frasi brevi e dirette. Ghali scrive di sapere quando una voce viene accettata e quando, invece, viene modificata o messa da parte. Dice di capire perché viene scelto e, allo stesso tempo, perché non sarebbe gradito.

Nel finale del post, l’artista aggiunge che alcuni pensieri non possono essere espressi apertamente, mentre certi silenzi finiscono per farsi sentire più di molte parole. Chiude definendo l’intera vicenda come un “Gran Teatro”.

Lo sfogo arriva dopo le critiche politiche sulla sua presenza alla cerimonia. A fine gennaio, fonti della Lega avevano definito “sconcertante” la partecipazione di Ghali all’apertura dei Giochi, accusandolo di posizioni ostili verso Israele e il centrodestra e sostenendo che l’Italia e l’evento olimpico meritino un artista diverso.