Neonato morto per listeriosi, allarme sui latticini crudi consumati in gravidanza
Un neonato è morto negli Stati Uniti dopo aver contratto la listeriosi. L’infezione sarebbe collegata al consumo di latte non pastorizzato da parte della madre durante la gravidanza, spingendo le autorità sanitarie a rinnovare l’allerta sui latticini crudi.
Un neonato è deceduto a causa di un’infezione da Listeria monocytogenes. Secondo le prime ricostruzioni, la madre avrebbe bevuto latte non pastorizzato durante la gravidanza. Le autorità sanitarie del New Mexico hanno confermato il caso senza diffondere dati identificativi e hanno invitato la popolazione a evitare prodotti lattiero-caseari crudi.
Il Dipartimento della Salute ha diffuso un avviso rivolto in particolare alle donne in attesa, ricordando che il consumo di latte non trattato rappresenta un rischio concreto. Il batterio responsabile della listeriosi può infatti sopravvivere in assenza di processi termici adeguati e contaminare facilmente alimenti di origine animale.
Leggi anche Influenza aviaria in gravidanza: tasso di mortalità del 90%, scienziati lanciano l'allarme
Durante la gravidanza l’infezione può passare inosservata o manifestarsi con disturbi simili all’influenza, come febbre e dolori muscolari. Per il feto, però, le conseguenze possono essere gravi: aborto spontaneo, morte intrauterina o sepsi neonatale nelle prime ore di vita.
Le indicazioni sanitarie raccomandano di evitare latte crudo e formaggi molli prodotti con latte non pastorizzato. Solo la pastorizzazione, attraverso l’esposizione al calore, è in grado di eliminare microrganismi che il sistema immunitario del nascituro non riesce a contrastare.
Il caso ha riacceso l’attenzione sui comportamenti alimentari in gravidanza e sui pericoli legati a cibi considerati naturali ma potenzialmente contaminati, ribadendo la necessità di seguire regole preventive precise per ridurre il rischio di infezioni trasmesse dagli alimenti.