Ucraina, nuovi attacchi su Kiev e tensioni con gli Usa: Mosca parla di scelte contraddittorie
Nella notte nuovi attacchi russi hanno colpito Kiev con droni, provocando feriti e incendi in diversi quartieri. Da Mosca, il ministro Lavrov mette in discussione la linea degli Stati Uniti tra aperture diplomatiche e nuove pressioni.
Un nuovo raid notturno con droni ha colpito Kiev, interrompendo la breve tregua che aveva ridotto gli attacchi sulla capitale ucraina. Le autorità locali hanno confermato almeno due feriti, mentre in più zone della città si sono registrate esplosioni e danni agli edifici.
Le prime deflagrazioni sono state avvertite intorno alle due del mattino, seguite da altre esplosioni poco dopo le quattro. Il sindaco Vitali Klitschko ha spiegato che l’azione ha interessato diversi quartieri, tra cui Obolonskyi, Darnytskyi, Shevchenkivskyi e Solomianskyi.
Leggi anche Ucraina, nuovi attacchi russi su Kiev e Kharkiv mentre avanzano i negoziati negli Emirati
Secondo il Servizio statale di emergenza, un incendio è divampato in un palazzo per uffici di quattro piani nel distretto di Shevchenkivskyi. Danni sono stati segnalati anche a un asilo nel quartiere di Solomianskyi, mentre i residenti continuano a vivere tra allarmi e temperature rigide.
L’attacco arriva a distanza di due giorni dal più massiccio bombardamento dall’inizio dell’inverno. In quell’occasione la Russia aveva lanciato 71 missili e circa 450 droni contro varie città ucraine, colpendo anche edifici residenziali di Kiev e causando almeno nove feriti.
Parallelamente, da Mosca sono arrivate nuove dichiarazioni critiche nei confronti di Washington. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha espresso dubbi sulla coerenza delle posizioni statunitensi nei rapporti con la Russia, parlando di segnali contrastanti tra aperture e misure restrittive.
Lavrov ha citato un recente documento ufficiale degli Stati Uniti che fa riferimento a una presunta minaccia per gli interessi americani nei Caraibi, legata anche alle politiche russe. Secondo il ministro, affermazioni di questo tipo non coincidono con le prospettive di cooperazione economica annunciate.
Nel mirino di Mosca anche le nuove sanzioni e le pressioni su partner internazionali. Il capo della diplomazia russa ha ricordato i vincoli imposti alle aziende russe in Venezuela e i dazi applicati agli acquirenti di petrolio russo, definendo queste mosse difficili da conciliare con l’idea di un rilancio dei rapporti economici.