Cuba, l'Onu avverte: senza petrolio la crisi umanitaria può precipitare

La crisi a Cuba rischia un peggioramento rapido senza forniture di petrolio. L’Onu lancia l’allarme mentre gli Stati Uniti valutano nuove misure che potrebbero colpire energia, trasporti e distribuzione di cibo e medicinali.

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La situazione umanitaria a Cuba potrebbe degenerare ulteriormente se l’Isola resterà senza rifornimenti di petrolio. L’avvertimento arriva dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che tramite il suo portavoce ha espresso forte preoccupazione per le conseguenze immediate sul Paese.

La pressione su L’Avana è aumentata dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che ha minacciato dazi contro i Paesi disposti a vendere greggio a Cuba. Gli Stati Uniti hanno già bloccato le forniture provenienti dal Venezuela e l’ex presidente ha indicato anche il Messico come possibile prossimo stop alle esportazioni.

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Un’ulteriore riduzione del petrolio avrebbe effetti pesanti su un’economia già fragile e sottoposta da oltre sessant’anni all’embargo statunitense. L’energia elettrica dipende quasi interamente dai combustibili fossili, nonostante l’uso limitato di pannelli fotovoltaici, e i razionamenti sono già una realtà diffusa.

Senza carburante, anche i trasporti interni rischiano il blocco. Questo renderebbe ancora più difficile la distribuzione degli alimenti, aggravando una crisi alimentare presente in diverse zone del Paese, e comprometterebbe la consegna di medicinali e beni essenziali già scarsi.

Le dichiarazioni di Trump lasciano intendere una strategia di pressione totale. A inizio anno aveva affermato di ritenere che l’Isola possa arrivare al collasso da sola, confermando una linea dura che punta a isolare ulteriormente Cuba sul piano energetico ed economico.