Conte e il numero di Putin sul telefono: 'Non lo cancello, ma non lo chiamo
Giuseppe Conte racconta il suo rapporto con la politica estera dopo Palazzo Chigi e risponde alla domanda sul contatto di Vladimir Putin, chiarendo ruoli, scelte e silenzi nel confronto televisivo con David Parenzo.
La domanda arriva in diretta, durante L’aria che tira su La7, e per qualche secondo crea attesa in studio. David Parenzo chiede a Giuseppe Conte se abbia ancora salvato sul telefono il numero di Vladimir Putin. L’ex presidente del Consiglio prende tempo e poi chiarisce il punto.
Conte spiega di non aver più avuto alcun contatto con leader internazionali da quando ha lasciato Palazzo Chigi. Dice di non aver parlato né con Putin né con altri capi di Stato, compreso Donald Trump. A suo avviso, la gestione della politica estera spetta a chi governa: prima Mario Draghi, ora Giorgia Meloni.
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Nel corso dell’intervento, il leader del Movimento 5 Stelle allarga il discorso alla linea internazionale dell’attuale maggioranza. Sottolinea le differenze tra le posizioni di Meloni e quelle di Matteo Salvini, parlando di una distanza netta che rende difficile individuare una direzione comune.
Rivendica poi le scelte fatte all’inizio della guerra in Ucraina. Ricorda di aver contattato i leader politici italiani e di aver informato Draghi prima che il governo condannasse apertamente l’invasione russa. Racconta anche le visite all’ambasciata ucraina, effettuate con una delegazione parlamentare.
Parenzo torna infine sulla questione iniziale e ripete la domanda sul numero di Putin. Conte evita una risposta diretta, poi precisa: i contatti non sono stati cancellati, ma non vengono utilizzati. Una linea che, ribadisce, nasce dal rispetto dei ruoli istituzionali.