Maja T. condannata a Budapest: 8 anni di carcere dopo le violenze dell'11 febbraio
L’attivista tedesca Maja T. è stata condannata a otto anni di carcere a Budapest per aggressioni contro militanti di estrema destra durante la “Giornata dell’onore” del febbraio 2023, evento che richiama nostalgici del nazismo.
Un tribunale ungherese ha inflitto una pena di otto anni di reclusione a Maja T., attivista antifascista tedesca di 28 anni. La sentenza riguarda una serie di aggressioni avvenute a Budapest durante la cosiddetta “Giornata dell’onore”, appuntamento che ogni anno richiama gruppi dell’estrema destra europea.
I fatti risalgono all’11 febbraio 2023, quando nella capitale ungherese si sono incrociate le iniziative dei movimenti neonazisti e la presenza di militanti antifascisti arrivati anche dall’estero. Secondo l’accusa, Maja T. avrebbe partecipato ad azioni violente contro persone ritenute vicine all’ultradestra.
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Le indagini della procura parlano di una serie di attacchi coordinati avvenuti tra il 9 e l’11 febbraio in diverse zone della città. Cinque le aggressioni contestate, con nove feriti complessivi. Quattro di loro avrebbero riportato lesioni gravi.
Per gli inquirenti ungheresi, le violenze non sarebbero state episodi isolati ma parte di un piano organizzato, con l’obiettivo di colpire in modo mirato i partecipanti alle manifestazioni dell’estrema destra. Da qui la decisione di emettere mandati di arresto internazionali nei confronti di più persone coinvolte.
La condanna di Maja T. ha avuto eco fuori dall’Ungheria anche per le analogie con altri procedimenti giudiziari legati agli stessi scontri, tra cui quello che ha riguardato l’italiana Ilaria Salis. Un confronto che riporta al centro il tema della gestione giudiziaria delle violenze politiche durante eventi ad alta tensione.