Tumori in aumento tra gli under 50: crescono i casi di colon, pancreas e polmone
I tumori diagnosticati prima dei 50 anni sono in aumento. I dati clinici indicano una crescita costante di casi tra i giovani, soprattutto per colon, pancreas e polmone, con stime che preoccupano gli epidemiologi.
I tumori a esordio precoce non sono più un’eccezione. Negli ambulatori oncologici arrivano sempre più spesso pazienti sotto i 50 anni con diagnosi di cancro, in particolare a carico di colon, pancreas e polmone. I registri tumori confermano il trend e le proiezioni indicano che entro il 2040 i casi di tumore del colon in età giovanile potrebbero crescere fino all’80%.
L’aumento delle diagnosi tra i giovani è un fenomeno osservato quotidianamente nella pratica clinica e oggetto di numerosi studi scientifici internazionali. La ricerca si concentra soprattutto sui tumori definiti “early onset”, con particolare attenzione alle neoplasie del colon e del pancreas, considerate tra le più aggressive quando compaiono in età precoce.
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Tra le ipotesi allo studio sulle cause di questo incremento emerge il ruolo dell’alimentazione. Il consumo diffuso di cibi ultra-processati, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti, è indicato come uno dei possibili fattori di rischio. Particolare rilievo assume anche la dieta nei primi anni di vita, decisiva per lo sviluppo di un microbiota intestinale equilibrato.
I ricercatori stanno valutando inoltre l’impatto dell’esposizione a microplastiche e nanoplastiche, così come quello di alcune tossine batteriche genotossiche. Sostanze come la colibactina prodotta da ceppi specifici di Escherichia coli e la tossina Cdt del Campylobacter jejuni sono state associate allo sviluppo e alla progressione dei tumori del colon e del pancreas.
Accanto ai nuovi fattori emergenti restano centrali quelli già noti. Obesità, sovrappeso e diabete continuano a rappresentare un terreno favorevole alla carcinogenesi, attraverso stati di infiammazione cronica di basso grado che possono favorire l’insorgenza della malattia.
Di fronte all’aumento dei tumori diagnosticati prima dei 50 anni, il Consiglio d’Europa ha raccomandato di anticipare i programmi di screening oncologico, in particolare per colon e mammella. In Italia alcune Regioni hanno già avviato progetti pilota per estendere i controlli a fasce d’età più giovani.
Nel frattempo, l’attività clinica e di ricerca continua a crescere. Nell’ultimo anno sono stati seguiti oltre 64mila pazienti oncologici, a conferma del peso sempre maggiore delle patologie tumorali e della necessità di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e percorsi di cura sempre più personalizzati.
Il lavoro sul fronte diagnostico punta sull’integrazione dei dati provenienti da genomica, proteomica, metabolomica e radiomica. L’obiettivo è superare la frammentazione delle informazioni e costruire strumenti avanzati di diagnostica multiomica a supporto di terapie mirate.
Parallelamente prosegue l’impegno nello sviluppo di nuovi trattamenti. Sono in corso sperimentazioni su farmaci biologici e immunoterapici, anticorpi bi- e tri-specifici, anticorpi-farmaco coniugati e, nei prossimi anni, anche vaccini terapeutici. Centrale resta l’integrazione con radioterapia e radiologia interventistica, soprattutto nei casi di malattia oligometastatica.
Un altro pilastro è rappresentato dall’utilizzo dei big data clinici raccolti nel corso di decenni. Un patrimonio informativo che continua ad ampliarsi e che costituisce una base strategica per la ricerca, la medicina di precisione e il miglioramento continuo dei percorsi di cura oncologici.