Giorno della marmotta, Punxsutawney Phil prevede ancora un inverno lungo
Punxsutawney Phil ha visto la sua ombra e ha annunciato altre sei settimane di freddo. Il rito del Giorno della Marmotta si è ripetuto in Pennsylvania tra folla, tradizione e statistiche che continuano a smentirlo.
All’alba del 2 febbraio, a Gobbler’s Knob, la marmotta più famosa d’America è uscita dalla tana davanti a migliaia di persone. Punxsutawney Phil ha visto la propria ombra e, secondo la tradizione, questo significa che l’inverno negli Stati Uniti e in Canada durerà altre sei settimane.
Il centro della cerimonia è Punxsutawney, cittadina della Pennsylvania che ogni anno si trasforma nel palcoscenico del rito. Il pubblico arriva prima del sorgere del sole, tra musica e costumi, in attesa del verdetto che da oltre un secolo accompagna l’inverno nordamericano.
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La regola è sempre la stessa: se l’animale scorge la propria ombra in una giornata limpida, il freddo è destinato a proseguire; se resta nascosta, la primavera è vicina. Un meccanismo semplice, diventato celebre anche grazie al film “Ricomincio da capo”.
Le origini della ricorrenza risalgono all’Europa. Alla base c’è la Candelora, festa del 2 febbraio legata ai presagi meteorologici. In Germania il protagonista era un riccio o un tasso, poi sostituiti dalla marmotta quando gli immigrati portarono la tradizione negli Stati Uniti tra Settecento e Ottocento.
La prima uscita ufficiale a Gobbler’s Knob risale al 1887. Il nome Phil viene adottato solo nel 1961, insieme alla leggenda di una marmotta resa immortale da un elisir segreto. Da allora l’evento è organizzato dal Punxsutawney Groundhog Club.
Il 2 febbraio Phil viene affidato all’Inner Circle, il gruppo di uomini con cilindro nero che “traduce” simbolicamente il suo responso. I numeri, però, raccontano altro: dal 1887 le previsioni di inverno lungo sono state di gran lunga più frequenti di quelle di primavera anticipata.
Secondo la Noaa, l’agenzia meteorologica statunitense, l’accuratezza reale delle previsioni della marmotta si ferma attorno al 30–35% negli ultimi decenni. Un dato che la colloca nelle retrovie tra i previsori simbolici, superata anche da altri animali.
L’analisi più recente, pubblicata a fine gennaio 2025, ha confrontato i pronostici di Phil con le temperature medie di marzo negli Stati Uniti continentali dal 2005 al 2024. Il risultato assegna alla marmotta il 17º posto su 19, lontano dai colleghi di New York e Georgia.
Anche lo scorso anno Phil aveva annunciato un inverno prolungato. I dati climatici hanno poi registrato un febbraio nella media e un marzo tra i più caldi mai osservati, aggiungendo un altro errore alla lunga serie.
Nonostante le statistiche, il rito continua a richiamare attenzione e pubblico. Ogni 2 febbraio la marmotta di Punxsutawney torna a pronunciare il suo verdetto, tra folklore, curiosità e una tradizione che resiste al tempo.
Punxsutawney Phil saw his shadow, predicting six more weeks of winter. #GroundhogDay pic.twitter.com/Uky7fg1UBr
— The Weather Channel (@weatherchannel) February 2, 2026