Fabio Fognini racconta l'addio al tennis e i momenti più delicati della sua vita

Fabio Fognini racconta a Verissimo l’addio al tennis, il rapporto con Flavia Pennetta, i figli e un attacco di panico vissuto al Roland Garros. Un bilancio personale tra carriera, famiglia e scelte definitive.

fabio fognini

Fabio Fognini ha scelto Verissimo per ripercorrere l’ultima fase della sua carriera e parlare della vita lontano dai campi. Oggi si definisce in stand-by, concentrato sulla famiglia e su un quotidiano diverso, condiviso con Flavia Pennetta e i loro figli.

Dopo mesi di stop, il ritorno in campo è stato breve ma intenso. Fognini racconta di aver giocato di nuovo dopo sette mesi, provando sensazioni positive, ma senza nostalgia. Da quando ha smesso, spiega, ha perso peso e il tennis non è più una presenza costante nei suoi pensieri.

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La decisione di lasciare è maturata lentamente, dopo stagioni segnate da difficoltà fisiche e recuperi sempre più complessi. L’ultimo passo è arrivato nella casa dove è cresciuto, con l’ultima partita disputata contro Carlos Alcaraz. Una vittoria, ammette, avrebbe potuto rimettere tutto in discussione. La sconfitta, invece, gli ha permesso di chiudere senza ripensamenti.

Quella partita non l’ha mai più rivista. Nessun rimpianto, solo la consapevolezza di aver capito quando il ciclo era finito. Fognini parla di una carriera vissuta tra amore e odio per il tennis, ma che rifarebbe ancora, riconoscendo i sacrifici affrontati dai genitori per accompagnarlo fino ai massimi livelli.

Lo sguardo si sposta sui figli. Uno di loro pratica tennis e calcio, ma il desiderio del padre è che la scelta futura sia libera. Fognini conosce bene le rinunce richieste da questo sport e non vorrebbe che fossero affrontate senza una convinzione personale.

Nel corso dell’intervista emerge anche un episodio mai raccontato prima, legato alla salute mentale. Alla vigilia di una partita al Roland Garros, Fognini ha avuto un attacco di panico: si è svegliato di notte con il braccio bloccato, difficoltà a respirare e la paura di un infarto. È stata Flavia Pennetta a soccorrerlo. Il giorno dopo perse nettamente l’incontro.

Parlando di quell’esperienza, il tennista invita a non vergognarsi e a chiedere aiuto. Ansia e attacchi di panico, dice, colpiscono molte persone e non vanno nascosti.

C’è spazio anche per i ricordi familiari. Fognini spiega perché in casa non si festeggia il compleanno del padre Fulvio. Quella data coincide con un lutto che ha segnato profondamente la famiglia: il giorno in cui il padre compì 18 anni morì suo padre. Da allora, quel giorno non è mai stato vissuto come una festa.